In Umbria c’è un luogo dedicato alla cultura: il borgo di Solomeo

Il fascino della natura unito alle radici della storia e delle tradizioni

solomeo
Veduta del borgo
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  • di Patrizia Caporali

UMBRIA – L’Umbria non finisce mai di stupire e quando crediamo di aver visitato tutte le località più belle, più note, più ricche di storia, c’è ancora tanto da scoprire.

Questo accade anche per il piccolo borgo di Solomeo, a pochi chilometri da Perugia, perché il fascino della natura, unito alle radici della storia e delle tradizioni, rendono veramente indimenticabile questo luogo. Fondato probabilmente nel XII secolo, quando un intervento di bonifica cerca di sottrarre tutta la valle all’abbandono, che ne segna così la rinascita agricola e la ripresa demografica.

Ne testimoniano la stabilità dell’insediamento e la necessità di difesa dalle frequenti incursioni e saccheggi, la stessa Chiesa di san Bartolomeo e il castello, eretti proprio in quello stesso periodo, così come crescita e prosperità trovano poi conferma nel solitario e romantico Camposanto e nella settecentesca villa Antinori.

Ma è dal 1985 che Solomeo ritrova un nuovo splendore con Brunello Cucinelli, l’imprenditore umbro famoso nel mondo per le collezioni di cashmere a colori. Cucinelli, in controtendenza rispetto a quanto avveniva in quegli anni, realizza qui il suo sogno, creando il centro della sua vita familiare, imprenditoriale e sociale.

Attraverso un sapiente restauro che ha saputo unire la spiritualità del luogo al fascino antico delle tradizioni, delle tecniche artigianali, del costante lavoro della sua gente, il paese è oggi un vero gioiello, un luogo dedicato alla cultura, all’arte, alla tradizione, alla storia, alla vita felice.

Niente è lasciato al caso! Proprio adiacente al centro storico, ecco il nuovo Foro delle Arti, con l’annessa Biblioteca Aureliana, poi l’elegante Teatro, ispirato ai teatri Farnese di Parma e di Sabbioneta, e il grande Anfiteatro dedicato alle manifestazioni culturali e alle rappresentazioni all’aperto.

Dalla parte opposta, c’è il Giardino dei Filosofi, un complesso di terrazze digradanti verso le dolci colline umbre, culla della filosofia, storia e umanità, luogo ideale per conoscersi, confrontarsi o semplicemente per rimanere da soli e meditare.

E quindi l’incantevole edificio con soffitti a volte di ispirazione rinascimentale e grandi finestre che si aprono sulla valle, destinato alla sede dell’impresa umanistica di Cucinelli, la Scuola dei Mestieri, dove si formano gli artigiani in quelle arti e mestieri da tempo gloria della creatività italiana.

L’azienda di lusso umbra non si ferma qui, va oltre la moda e guarda oltre; è ormai imminente l’inaugurazione del parco di 100 ettari che sorgerà ai piedi di Solomeo, a completamento di quel Progetto per la Bellezza promosso dalla Fondazione Brunello e Federica Cucinelli. Un posto incontaminato e fermo nel tempo che ospiterà il Parco Agrario con frutteti, campi di grano, viti e olivi, il Parco dell’Oratorio Laico, con un piccolo stadio immerso in sei ettari di boschetti e prati, dedicato all’attività sportiva di giovani, e il Parco dell’Industria dove sarà inserita la nuova sede dell’azienda.

Ma il passato affiora in questo bellissimo presente e, come ogni anno, nell’ultima decade di luglio il piccolo borgo medievale torna indietro nel tempo con una delle feste più caratteristiche del panorama umbro, una festa intrisa di valori autenticamente popolari nel ricordo di un’epoca gloriosa. Le mura del Castello, illuminate da centinaia di fiaccole, fanno da cornice a un’atmosfera suggestiva, mentre menestrelli, giocolieri, giullari, mangiafuoco e falconieri, allietano la kermesse ricca di iniziative, di buona musica, di intrattenimenti di qualità e di ottima cucina.

Tipici mercati dell’epoca, artigianato, accampamenti militari con figuranti armati, arcieri e tamburini si snoderanno lungo le vie del paese per ricordare le origini di una comunità che si apre al mondo e ama condividere la gioia e la bellezza di abitare in un luogo magico.

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