Il Portico di San Luca a Bologna, il più lungo del mondo

Con le sue 666 arcate si snoda come un serpente

bologna e il portico di san luca
Il Portico di San Luca. Foto di gustavozini da Pixabay
  • di Patrizia Caporali

BOLOGNA – Candidati recentemente a Patrimonio dell’Umanità Unesco, i 53 chilometri dei portici di Bologna rappresentano il luogo dell’integrazione per eccellenza dal grande valore architettonico-culturale, mentre raccontano passato e presente della città.

Il Portico di San Luca e le 666 arcate

Sorti in maniera spontanea nell’Alto Medioevo, anche per un’indiscutibile utilità in termini urbanistici, sono da sempre luogo d’incontri, d’interscambio umano e culturale ma, volgendo lo sguardo fuori dal centro storico, è inevitabile soffermarsi sui quasi quattro chilometri del Portico di San Luca, il portico più lungo del mondo, che s’inerpica da Porta Saragozza fino al Santuario della Madonna di San Luca.

Come un serpente che sale a curve sul monte, presenta 666 arcate, il numero del diavolo per cui, secondo la simbologia cristiana, come un demonio finisce sconfitto e schiacciato sotto i piedi della Madonna.

Originariamente era un semplice cammino selciato, percorso da fedeli e pellegrini di tutto il mondo che, salendo e sfidando le più insolite condizioni climatiche, attaccavano agli alberi le immagini della Madonna.

Quando nel 1650 si comincia a pensare a una copertura idonea a proteggere il loro cammino e le loro testimonianze iconiche, le ricche famiglie bolognesi, i commercianti e persino gli artisti, si adoperano per realizzare l’oneroso progetto. Addirittura anche chi non ha la possibilità economica, collabora ugualmente con il lavoro manuale, organizzando il Passamano per San Luca. una lunga catena umana che permette il passaggio delle pesanti pietre fino alla sommità della collina.

Ripide salite verticali e un susseguirsi di circa 500 gradini per arrivare al Santuario, ormai simbolo originale di Bologna, una sorta di biglietto da visita che diventa un punto di vista privilegiato per ammirare la città dall’alto del Colle della Guardia.

Centro turistico, luogo di culto e di devozione popolare, la leggenda racconta che è un eremita greco, in pellegrinaggio a Costantinopoli, a trovare l’icona della Madonna col Bambino dipinta su di una semplice asse di legno e oggi conservata all’interno della chiesa.

Incaricato di portarla sul Monte della Guardia, quando arriva a Roma, l’uomo viene informato che quel monte si trova a Bologna, dove infine giunge nel 1160 e da allora la Madonna, custodita in una teca di rame argentato per proteggerla dagli agenti atmosferici e dal passare del tempo, è sempre lì a vegliare sulla città delle torri.

Il miracolo della pioggia

Ma il santuario diventa meta di pellegrinaggio soprattutto per il cosiddetto miracolo della pioggia, avvenuto nel luglio del 1433 quando, dopo mesi di precipitazioni ininterrotte e nella prospettiva di una pesante carestia, si decide di richiedere la grazia portando l’immagine della Madonna nella Basilica principale della città in modo che tutti possano accedervi e pregare. Non appena l’effigie entra in città la pioggia cessa totalmente e, in ricordo di questo miracolo, ogni anno si ripetono la processione e il voto.

La salita di San Luca

Insomma, al di là di tanta storia e leggende, la salita a San Luca, sebbene protetta dai portici nei momenti di intemperie, è davvero difficoltosa, ma per i bolognesi è ormai quasi un fioretto, funzionale a qualche desiderio da esaudire, a una grazia ricevuta, oppure può essere una sorta di penitenza personale per espiare una qualche colpa. Se riesco, vado a San Luca a piedi! Una promessa, un impegno faticoso da compiere, ma mantenuto da molti.

Per ovviare al disagio della salita a coloro che si recavano a San Luca solo per pregare o per godere del fantastico panorama, dal 1930 fino al 1970 è stata in funzione una funivia che percorreva il tratto da Casalecchio al Santuario, trasportando una ventina di persone in soli 7 minuti. Oggi ne rimangono solo i piloni e la stazione di arrivo, sebbene esista un progetto che prevede la costruzione di un nuovo impianto di risalita.

Oggi rimane il fascino di un cammino che, nonostante il faticoso impegno, conduce a quella inconfondibile struttura di stampo barocco, dal caratteristico colore aranciato, che sembra calorosamente accogliere da lontano bolognesi e turisti.

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