Il borgo di Nemi e la leggenda delle fragole dal potere magico

Due navi imperiali romane furono ripescate nel lago omonimo

Nemi, borgo pittoresco, nel Lazio famoso per le se fragole e per le leggende
Il borgo di Nemi. Foto di krystianwin da Pixabay
Share

LAZIO – All’interno del Parco Regionale dei Castelli Romani c’è un piccolo comune, è Nemi, un luogo fatato, famoso per le fragole coltivate lungo le rive del lago dal quale prende il nome, e celebrate con una festa la prima domenica di giugno.

Le fragole, frutti magici

Fragole, fragoline di bosco, dal colore vivace e dal sapore intenso, utilizzate per tanti tipici prodotti locali come i dolci, le tortine, le confetture, il liquore fragolino e addirittura per la birra. Frutti che, secondo la leggenda, hanno il potere magico di allontanare i serpenti dai boschi, frutti nati magicamente dalle lacrime versate da Venere per la morte di Adone e trasformate in cuori rossi.

La storia delle due navi

Ma, oltre a questo, uguale fascino e mistero scaturisce intorno a un’altra storia legata all’antica Roma, come quella sulle due navi imperiali romane, ricche di sfarzo e custodi di tesori, recuperate sul fondo del lago di Nemi nel secolo scorso.

Lunghe 70 metri e larghe oltre 25, erano veri e propri palazzi galleggianti, costruite in onore della dea egizia Iside e della dea Diana dall’imperatore Caligola, che le utilizzava per sostare sul lago, per viverci, per simulare battaglie navali.

Quando lo spregiudicato imperatore muore, il Senato Romano ordina la distruzione di tutte le sue opere, comprese le due navi che, da quel momento, diventano leggenda e per quasi 2000 anni rimangono placidamente sott’acqua; riportate poi in superficie tra il 1928 e il 1932, finiscono in fumo nel 1944 per mano dei tedeschi.

Certo non restava molto delle grandiose architetture favoleggiate dalle testimonianze, ma rimaneva abbastanza per comprendere che si trattava di un’opera eccezionale, sia per l’ingegneria sia per l’ostentazione del lusso e della potenza di Caligola.

Il Museo sulle rive del lago

Attualmente il Museo delle navi romane, realizzato come un moderno cantiere navale sulle rive del lago subito dopo il recupero, oltre a raccontare la storia del ripescaggio e quella drammatica dell’incendio, mostra alcuni dei materiali del fasciame delle navi. Gli oggetti più preziosi come degli arredi in bronzo, le bocche di leone e di lupo, la testa di Medusa, sono esposti al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme, dove erano stati portati prudentemente durante la seconda guerra mondiale.

Il tempio caro a Diana

Accanto al lago, chiamato anche Speculum Dianae, Specchio di Diana, protettrice della caccia e divinità locale, si stendeva un bosco a lei sacro; qui oggi è possibile scorgere i resti del tempio dedicato proprio alla dea: sono solo una piccola parte di quel monumentale complesso religioso che era e che ancora deve essere riportato alla luce.

Tanta storia, tanti fantastici racconti sul piccolo borgo che guarda dall’alto del cratere l’incantevole lago vulcanico circondato da una ricca vegetazione di querce, tigli e aceri.

Poeti e scrittori

Nemi, il pittoresco borgo medievale, un tempo amato da Goethe, Andersen, Byron, d’Annunzio, Gounod, con quella via centrale sulla quale si affacciano tanti ristoranti, negozietti e botteghe che sempre ricordano le fragole e altrettanti vicoletti con balconi fioriti di gerani rossi e rosa.

Non a caso viene ricordato come il Paese delle fragole e dei fiori, un vero angolo di paradiso dove, tra delizie e bellezze, si respira una suggestiva atmosfera di magia e di serenità.

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*