I Toret, iconiche fontanelle per le vie di Torino

Stanno diventando una delle immagini più amate della città

i toret a torino
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di Patrizia Caporali

TORINO – Torino è una città sempre affascinante, superba ed elegante in ogni momento dell’anno, ma durante le feste natalizie indossa il suo abito più bello quando, tra giochi di luci, colori ed eventi, assume un’atmosfera davvero magica.

Il grande albero di Natale, la pista di pattinaggio, la Mole Antonelliana e i ponti splendidamente illuminati accolgono i turisti in un abbraccio che attenua le temperature più rigide. Ma non è sempre detto di visitare la città secondo i circuiti tradizionali, passando da un monumento a un museo, da una chiesa a un palazzo reale. Talvolta è piacevole anche passeggiare tra le piazze e gli esclusivi caffè assaporando quel senso della storia, quel passato che qui affiora a ogni angolo, tra tante curiosità e alcuni particolari di singolare importanza.

Tra questi, ecco apparire i simpatici Toret, le fontanelle che oggi, insieme alla Mole e ai gianduiotti, stanno diventando una delle immagini più tipiche e amate di Torino.

Sono fontanelle in ghisa dall’iconico colore verde, decorate con una testa di toro, da cui esce l’acqua, perché in piemontese toret significa proprio piccolo toro, mentre a terra, nella griglia di scolo, c’è uno spazio per far bere gli animali. Ovviamente tale forma è riconducibile al fatto che il toro è l’animale-simbolo per antonomasia del capoluogo sabaudo.

Disseminati in tutta la città, i toretti in funzione sono oggi 813; quelli classici risalgono alla fine dell’800, mentre gli altri, in pietra, sembra siano stati installati all’inizio degli anni ’30, in collina e nei parchi monumentali.

Ormai per i torinesi queste fontanelle sono intoccabili e qualsiasi proposta di modificarle, di farle ridipingere in colori diversi da artisti famosi o di sostituirle con nuovi modelli stilizzati, viene categoricamente respinta, per rimanere fedeli alla versione tradizionale.

Tra tanti, il toret di piazza Rivoli è forse il più famoso perché buona parte della popolazione è convinta che eroghi l’acqua cristallina che sgorga a 1850 metri dalla sorgente del Pian della Mussa, diversa da quella di acquedotto come per gli altri. Leggenda metropolitana, smentita più volte e avvalorata dalla particolare freschezza dell’acqua che è tale soltanto perché percorre una condotta che viaggia a molti metri sotto terra.

Certo che questa fontanella non è il classico toret, ma un esemplare unico, realizzato in pietra con l’acqua che fuoriesce da un mascherone per gettarsi in un’anfora che permette l’abbeverata dei cavalli. La strutturazione, nata dal preciso progetto di dissetare l’uomo e i suoi animali domestici, visti in un’armonica e serena convivenza, è confermata dalla scritta posta lateralmente: Onora sorella acqua l’animale che in umiltà lavora e l’uomo che con dolcezza l’accompagna.

Nel 2012 è stata creata anche l’associazione I Love Toret, al fine di tutelare e valorizzare le amatissime fontanelle verdi, attraverso la diffusione dell’immagine su magliette, borracce, ecc. e proponendone addirittura l’adozione a cittadini e a turisti, anche a distanza.

Acqua zampillante a rallegrare la vista e la sete, elemento curioso e ormai rappresentativo di una città dai mille volti, così sobriamente bella, storicamente enigmatica e sorprendentemente moderna.

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