Firenze, la statua di Ferdinando I e l’allegoria delle api

La leggenda dice che è quasi impossibile contarle in un’unica soluzione

La statua di Ferdinando I de' Medici
  • di Patrizia Caporali

FIRENZE – Nell’armoniosa perfezione di Piazza della Santissima Annunziata, tra tanti gioielli rinascimentali come l’omonima Chiesa, lo Spedale degli Innocenti, il Portico del Brunelleschi, troneggia la grandiosa statua equestre del Granduca Ferdinando I, realizzata dal Giambologna con il bronzo ricavato dai cannoni dei pirati turchi. Maestosa, superba e curiosamente simbolica nel suo piedistallo.

Una strana decorazione

Ciò che rende particolare il basamento non è certo la classica struttura di parallelepipedo, ma la decorazione del cartiglio bronzeo che si trova sul lato corto del solido, quello visibile dalla basilica di SS. Annunziata.

firenze, l'allegoria delle api sul basamento della statua di Ferdinando I
Lo sciame di api in cerchio

L’originale scultura di uno sciame di api, perfettamente disposte in una serie di cerchi con l’ape regina al centro, simboleggia l’impresa araldica del Granduca ed è corredata da un motto che meglio lo identifica. Nella parte superiore, infatti, si può leggere la scritta Maiestate Tantum, cioè Soltanto per (la sua) Maestà, Ferdinando I de’ Medici, che governò Firenze come un’Ape Regina, circondato dal suo sciame di api, cioè dal suo popolo.

Le api infatti non sono altro che l’allegoria del potere fiorentino: l’ape regina sottolinea la centralità del Granduca stesso, mentre le api disposte intorno altro non sono che i fiorentini, laboriosi, leali, fedeli verso il potere costituito.

Al di là di ogni allusione, se proprio vogliamo trovare un’implicita, sottintesa ironia, possiamo supporre il rassegnato asservimento dei fiorentini al sovrano di turno; la simbologia delle api assume il chiaro significato della città all’interno della quale persistono benessere, giustizia sociale e ordine, segnato dal perfetto assolvimento di ogni membro del proprio lavoro, dal semplice cittadino (ape operaia), al granduca stesso (ape regina).

Misteriosa leggenda

Ferdinando I, ritratto (1590)

Proprio perché nella rappresentazione grafica le api, tutte rivolte verso l’ape regina, sono disposte a circonferenze concentriche e sfalsate, nasce la leggenda secondo la quale è quasi impossibile contarle in un’unica soluzione, senza contrassegnarne almeno qualcuna.

Oggi, contare gli insetti in bronzo è uno dei giochi preferiti dei piccoli fiorentini, mentre per gli adulti costituisce una sfida non da poco. Sembra che i genitori utilizzassero e utilizzino ancora le api per mettere alla prova i loro figli, in particolare quelli capricciosi, promettendo loro di soddisfare ogni richiesta, solo se riescono a dire il numero esatto delle api!

Novantuno api?

Certo Firenze, tra tanti eventi reali o semplicemente frutto della fantasia, vanta anche questa curiosa storia che stuzzica e induce a mettere alla prova l’abilità personale, perché si dice che solo chi riesce a contarle a occhi chiusi, senza toccarle o indicarle, sarà baciato dalla Fortuna.

Ma quante sono poi queste api di Ferdinando I? Per la cronaca, ma anche per le fonti più attendibili, pare che siano novantuno!

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