Dipinti rari, saloni di armi e un giardino ottocentesco a Firenze

La Casa-Museo Stibbert un gioiello davvero singolare

museo stibbert
Museo Stibbert
  • di Patrizia Caporali:

FIRENZE – Firenze, anche in estate conserva il suo fascino e propone luoghi incantevoli come meta alternativa ai circuiti istituzionalmente battuti dal turismo di massa.

La Casa-Museo Stibbert (via Stibbert, 26), è uno di questi, un gioiello davvero singolare che racchiude arte, storia, romanticismo e mistero nelle straordinarie collezioni che il suo proprietario, Frederick Stibbert, ha voluto donare alla città. Uomo eccentrico, cosmopolita, elegante e comunicativo, Stibbert amava molto viaggiare, ma ciò che non riusciva a visitare direttamente, lo raggiungeva con i sogni e ingenti somme di denari. Personalmente o attraverso antiquari e mercanti raccolse opere d’arte, non solo rari dipinti e sculture del Rinascimento, ma anche cuoi, mobili, arredi preziosi, porcellane, tessuti, costumi, armi, armature e collezioni esotiche, provenienti dall’Estremo Oriente.

Le cinquanta sale che compongono il museo, sono vere stanze delle meraviglie, piene di rarità, che spaziano dal rococò al revival tardogotico, dove c’è sempre qualcosa di nuovo da vedere, perché all’interno i lavori si susseguono costantemente, aprendo nuove sale o ridisponendo spazi nuovi.

Tra tutte, la più spettacolare è quella della Cavalcata, o Salone dell’Armeria, un vero capolavoro architettonico, situata al piano terra, lunga venti metri e larga otto, con tre ampie volte a crociera, decorate in stile neofiorentino.
Dodici cavalieri armati di tutto punto, quattro con antiche armature tedesche, tre italiane, una francese e quattro turche, stanno lì ad accogliere i visitatori, quali modelli eccezionali, ispirati a personaggi storici e ai loro monumenti equestri, realizzati da abili artigiani in modo così fedele da sembrare vivi.

La meraviglia continua al primo piano, dal suggestivo Salone delle Feste, con i ritratti di famiglia, utilizzato anche per presentazioni, cene e concerti, alla Sala del Ballatoio, uno spazio singolare, a doppio volume con balconata, per passare poi alle magnifiche Sale Giapponesi, un vero tripudio di armi e armature di estrema raffinatezza.

E l’incanto non finisce dentro la Villa! Lo stesso gusto eclettico, la stessa curiosità per il passato e per l’esotico caratterizza anche il fantastico giardino ottocentesco che arricchisce la visita non solo per la bellezza intrinseca, ma anche per l’indiscutibile valore dal punto di vista naturalista, per quell’atmosfera romantica e infine per la ricchezza di simboli e misteri che lo caratterizza.

Qui, tra giochi d’acqua e due laghetti, ricchi di piante acquatiche, pesci rossi e tartarughe, si trovano ben 56 specie di piante con oltre 600 esemplari, tutte classificate da appositi cartellini che ne indicano esattamente l’identità.
Niente di più romantico che passeggiare tra statue in terracotta, tipicamente fiorentine, avvicinarsi alle piccole grotte adornate da incrostazioni e rovine, ovviamente non autentiche, o soffermarsi nel parco dove è stato ricreato persino l’angolo di un cortile veneziano, rivestito in marmo bianco e con un grande pozzo ovale al centro.

Un luogo oltretutto misterioso che segue una serie di percorsi allegorici, diretti al tempietto egiziano dalla forma tozza a tronco di piramide e colonne policrome, in un intreccio di simbologie, fra la sacralità idolatra del tempio egizio e il misticismo dell’isola in mezzo al lago, ma comunque sempre sorprendenti.

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