Catacombe, cunicoli e grotte sotterranee, Napoli misteriosa

Un percorso sbalorditivo che scende fino a 40 metri di profondità

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Il Tunnel Borbonico con auto e moto d'epoca rimaste sepolte all'interno
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  • Patrizia Caporali

NAPOLI – Napoli è una città straordinaria, brulicante di vita e di storia, piena di fermenti che non si fermano solo alla superficie, ma dilagano fino ai sotterranei. Un mondo invisibile, legato alla riscoperta di un patrimonio raro, se non unico nel suo genere. Catacombe, cimiteri, cunicoli e grotte sotterranee: opere di grande ingegneria civile, lasciate a lungo in abbandono e oggi recuperate a nuova vita.

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Sotterranei

Dapprima sono i Greci che cominciano a scavare il terreno per ricavare il tufo impiegato nelle costruzioni, ma è con i Romani che si realizzano numerose gallerie viarie, con acquedotti annessi, per raccogliere acqua piovana e alimentare la rete idrica del centro città e delle aree limitrofe, utili addirittura fino al 1885! Insomma, nel corso dei secoli, la vita della città di Napoli è sempre stata molto movimentata, sia alla luce del sole sia nel sottosuolo.

Così anche durante la Seconda Guerra Mondiale i sotterranei accolgono quasi quattromila persone in attesa che il conflitto consenta il ritorno alla vita, ma quando la popolazione si trova davanti allo sconvolgente scenario lasciato dai bombardamenti e non avendo i mezzi per trasportare i detriti, pensa bene di gettarli nel ventre vuoto della città ferita.

I pezzi di tufo tornano là da dove erano stati estratti e fino agli anni Ottanta, il sottosuolo continua a essere usato come una discarica. Oggi, grazie all’attività di un gruppo di volontari, le fondamenta della città rappresentano un percorso sbalorditivo che affascina e impressiona per l’imponenza delle cavità, degli spazi, del dedalo di cunicoli che si intersecano per diversi chilometri, sotto le strade e i palazzi.

I due possibili ingressi, collocati in zone diverse della città, scendono fino a 40 metri di profondità e si snodano su itinerari incredibilmente suggestivi che permettono di visitare il Tunnel borbonico, creato nel 1855 come sistema di difesa e di fuga rapida per la famiglia reale, poiché doveva arrivare fino al mare, quindi le splendide catacombe di San Gaudioso, il Teatro greco romano e lo storico cimitero delle Fontanelle, con le famose capuzzelle (i teschi delle anime abbandonate), adottate per protezione dai napoletani e luogo di raccolta delle spoglie dei morti durante le epidemie di peste.

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Panoramica di Napoli

E ancora i sotterranei di Castel Nuovo, quale testimonianza di una Napoli antichissima, poi la grande cisterna romana, ornata ai lati da reperti e manufatti in terracotta e, non ultime, le Catacombe di San Gennaro, originarie del II secolo, là dove si trova una basilica sotterranea a tre navate, la Basilica Major, con affreschi del V secolo.
In questo sorprendente luogo ricco di storia e cultura, non può mancare una nota di folklore data dalla figura del monaciello, il leggendario frate che si aggirava per i cunicoli, poter far trovare dei soldi o recar dispetto nel caso in cui lo si fosse offeso.

Come tutte le leggende, questo frate va a coincidere con la versione fantasiosa dei pozzari, cioè gli uomini che gestivano i pozzi sotterranei, non molto alti di statura e vestiti con dei lunghi mantelli simili ai sai dei monaci. Poiché spesso non erano ricompensati per il loro lavoro, questi facilmente riuscivano a introdursi nelle abitazioni per rubare soldi e oggetti preziosi da donare poi, talvolta, alle proprie amanti.

Tanto siti, tante storie, un mondo spesso capovolto che senti respirare mentre cammini, che senti scorrere sotto i tuoi passi, oltre le apparenze o i facili stereotipi. Perché Napoli non è solo quel Vesuvio che da millenni offre l’inconfondibile sagoma, Napoli non è solo il mare, che sembra proiettarsi verso la terra, Napoli non è solo la vita convulsa delle sue strade, Napoli è anche quello straordinario sottosuolo con il quale la città stessa diventa cosa unica.

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