Castelmuzio: il borgo salotto posto su una collina di tufo

Oggi conta meno di trecento abitanti

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Il bel paesaggio visto da Castelmuzio
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Pubblicato ore 12:00

  • di Patrizia Caporali

SIENA – Castelmuzio, un piccolo borgo toscano aggrappato sul crinale di una collina di tufo nel territorio della Valdichiana senese, un luogo forse meno conosciuto rispetto alle magiche località che caratterizzano la Val d’Orcia, ma sempre incredibilmente suggestivo.

Nonostante la struttura fortificata di epoca medievale e il nome, Casale Mustia o Castel Mozzo, ufficialmente documentato intorno all’anno Mille, le sue origini risalgono addirittura al periodo etrusco, come testimoniano i tanti reperti di tombe, urne cinerarie, iscrizioni e i resti di un tempio dedicato alla dea Iside.

All’entrata del paese un’antica pietra ricorda che qui era solito riposare San Bernardino da Siena, mentre all’interno i numerosi edifici storici testimoniano un passato di tutto riguardo, come il Palazzo Fratini, la Confraternita della Santissima Trinità e di San Bernardino, dotata di una piccola farmacia e di un ospizio per i pellegrini che percorrevano la Via Francigena, lo Spedale di San Giovanni Battista, che oltre a offrire alloggio e cibo a viandanti e orfani, provvedeva anche alla dote delle ragazze indigenti che volevano sposarsi.

Con l’arrivo dell’epoca moderna, come accaduto in tante altre piccole realtà, il borgo conosce un periodo di abbandono, ma se esistono persone che non si arrendono mai, anche i sogni possono realizzarsi.

Oggi Castelmuzio conta meno di trecento abitanti, una comunità orgogliosa che si è rimboccata le maniche e ha trasformato l’utopia in realtà. Qui il tempo sembra essersi fermato, non c’è una banca, non c’è un ufficio postale, non ci sono negozi, qui è rimasto solo un grande senso di comunità e di civiltà che si avverte in modo deciso camminando tra i vicoli dove, incontrando qualcuno, è immediato ricevere un sorriso, un saluto, una parola.

È il 2017 quando un gruppo di donne tenaci che, collaborando con cittadini e imprenditori, decidono di tutelare il patrimonio comune di valori e tradizioni, facendo rinascere il paese e curando ogni piccolo particolare, come se fosse la loro casa.

Prese da un fervore progettuale e con indicibile determinazione, in una sfida contro il degrado, la mediocrità e il vandalismo, riescono a trasformare Castelmuzio in un Borgo Salotto accogliente e fruibile da tutti. Così la terrazza sulla Val d’Orcia e Valdichiana diventa un belvedere arredato con sedie e tavoli in ferro battuto, dotata addirittura di una piccola libreria privata ricavata da un buco nelle mura; il bagno pubblico rivestito da mosaici di pregio e arredato con dettagli preziosi: dallo specchio con la cornice dorata al mobiletto antico, dalla fioriera al diffusore di aromi.

Senza dubbio è stata una gara tra professionisti e aziende locali per realizzare opere intrise di eleganza, per esprimere un mondo di valori diversi e per raggiungere tutti insieme un obiettivo preciso rivolto verso l’amore per la cosa pubblica. E Castelmuzio oggi è un gioiello, un borgo che sembra una grande casa ordinata, arredata con gusto e amata con passione, dove si è consolidato uno stile di vita, fondato sull’accoglienza e sulla pluralità.

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