Carnevale di Venezia, tutta la magia della Serenissima settecentesca

Le prime testimonianze risalgono all’XI secolo

venezia la città del carnevale tra storia e orginalità
  • di Patrizia Caporali

VENEZIA – La laguna si colora in un modo speciale, maschere bellissime affollano calli e campielli, un evento dopo l’altro diventa occasione per fare festa e per ripercorrere la più autentica tradizione. È Carnevale. E se Venezia è sempre una città straordinaria, in questi momenti lo diventa ancora di più, per cui vivere qui il Carnevale significa vivere un’esperienza unica, perché non è paragonabile a nessun altro al mondo.

A differenza di altri festeggiamenti carnevaleschi quello che si celebra a Venezia, infatti, conserva tutta la magia della Serenissima settecentesca, quando rappresentava il centro del mondo per ricchezza, commercio e cultura.

Sfarzo e lusso

venezia la città del carnevale tra storia e orginalitàCome ai tempi di Casanova, qui non troviamo la baldoria allegra e rumorosa di altre realtà, ma la compostezza sfarzosa e quasi aristocratica di una società in cui si compete per sfoggiare l’abito più lussuoso, l’acconciatura più intrigante, la maschera più enigmatica. Tutto nell’esclusivo panorama della città lagunare, resa ancora più affascinante da quella nebbia leggera, da quei cieli grigi tipici della stagione.

Oggi il Carnevale di Venezia è un evento culturale che attrae migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo, ma è altrettanto avvincente ripercorrere la storia, le origini e le maschere di una festa che inizialmente celebrava la rinascita della natura con l’arrivo della primavera.

Le origini

Le prime testimonianze risalgono all’XI secolo, epoca in cui le classi aristocratiche e dirigenti concedono ai ceti più bassi di indossare una maschera sul volto e, nell’anonimato, prendersi burla di loro. Un metodo artificioso per evitare possibili rivolte, insomma, per placare l’animo della popolazione con un po’ di sano divertimento.

Certo, durante il Carnevale, la città diventa luogo di trasgressione e giochi proibiti: è concessa ogni forma di inganno e finzione, i desideri più nascosti diventano assolutamente realizzabili e talvolta, soprattutto con la complicità del buio e del travestimento, i malintenzionati ne approfittano per compiere una serie di malefatte senza essere riconosciuti e restare impuniti.

Le maschere

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La Bauta

Due sono le maschere tradizionali, la Bauta per gli uomini e la Moretta per le donne, e c’è anche la Gnaga, una maschera con sembianze di gatto che gli uomini indossano per travestirsi da donna, completandola con un piccolo micio nel cesto da tenere sotto il braccio. Tuttavia, quella più bizzarra è la maschera del Medico della Peste, riconoscibile dal lungo naso simile al becco di un uccello, inventata in occasione della pestilenza del ‘600, con l’ingenua speranza che potesse proteggere i medici dal contagio.

Così la maschera simbolo del gioco, ma anche segno di uguaglianza, diventa un oggetto di uso ricorrente e i maschereri, i bravi artigiani che le producono, svolgono un’attività che non conosce soste, poiché nel passato si usava indossarle in tante occasioni, anche nei banchetti ufficiali o nelle feste della Repubblica.

E siccome nessuno sa chi può celarsi sotto quegli abiti, il saluto ricorrente lungo le calli e i canali non può essere che: “Buongiorno Siora Maschera!“. Ma niente in quei giorni ha più importanza, tutto diventa occasione per abbattere ogni differenza sociale, per dimenticare le frustrazioni, i problemi della vita e per godere tutti insieme di questa festa popolare.

I grandi eventi e le lussuose feste continuano fino ad attrarre personaggi illustri da tutto il mondo e Venezia diventa la meta europea del piacere, del gioco nei palazzi, della maschera e dell’irresponsabilità.

Napoleone dice no

Ma dopo lunghi anni di sfrenate stravaganze, nel periodo della dominazione austro-francese il Carnevale conosce una fase di stallo: viene proibito nel 1797 addirittura da Napoleone, perché la possibilità di camuffare la propria identità può generare eccessi.

Così, grazie all’impegno di un gruppo di cittadini desiderosi di riportare alla luce il Carnevale che un tempo animava la città, è alla fine degli anni ‘70 che finalmente ritroviamo quel magnifico spettacolo.

Momenti unici

Uno spettacolo dove non mancano momenti indimenticabili, tra i quali la Parata di Maschere sull’acqua in notturna, la Festa delle Marie, il Volo dell’Angelo, che si cala sulla piazza scendendo dal campanile di San Marco, ma il Carnevale di Venezia è una grande kermesse piena di avvenimenti, di manifestazioni suggestive, senza alcun evento cardine.

La vera magia di questi giorni consiste nel passeggiare tra le calli e i ponti per ammirare le meravigliose maschere veneziane che fanno bella mostra di sé negli angoli più seducenti della città come in Piazza San Marco, sul Ponte dei Sospiri, tra le logge del Palazzo Ducale o lungo la Riva degli Schiavoni.

Colori, luci, musiche, spettacoli giocosi e divertenti per vivere l’esperienza entusiasmante di una festa popolare davvero unica, elegante e allegra, per respirare l’atmosfera incantevole del Carnevale per eccellenza.

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