Borghetto sul Mincio, gioiello storico al confine tra Veneto e Lombardia

Un piccolo paese che vive in simbiosi con il fiume

borghetto sul mincio
Uno scorcio di Borghetto sul Mincio. Foto di fabio dal santo da Pixabay
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di Patrizia Caporali

È bello lasciarsi trasportare dalle emozioni a Borghetto sul Mincio, un luogo incantato tra boschi, campagne e tante testimonianze del suo passato.

Siamo nel comune di Valeggio sul Mincio, al confine tra il Veneto e la Lombardia, in un territorio che in passato era oggetto delle mire di alcune signorie come Milano, Mantova, Verona, perché già dai tempi degli antichi romani rappresentava uno dei più comodi e più sicuri guadi del fiume Mincio.

Le origini di questo gioiello storico affondano nella dominazione longobarda della zona che per prima riconosce l’importanza della sua posizione strategica di passaggio sul fiume, quale percorso obbligato per chi voleva spostarsi da sud a ovest nelle terre venete.

Nel corso dei secoli persino grandi eserciti come l’armata francese di Napoleone nel 1796, o le truppe piemontesi durante la Seconda Guerra d’Indipendenza nel 1859, sono passati sul suo ponte fortificato. Quel Ponte Visconteo, detto anche Pontelungo, un imponente ponte-diga di 650 metri, costruito da Gian Galeazzo Visconti nel 1395 con l’intento di funzione difensiva, ma anche per far deviare il Mincio dal suo letto, in modo da lasciare all’asciutto le campagne mantovane.

Quando la zona passa sotto il definitivo controllo della Repubblica di Venezia, Borghetto non ha più ruoli strategici, si trasforma in un centro agricolo di notevole importanza dove fanno la loro comparsa numerosi mulini azionati dalle acque del Mincio che, entrando a Borghetto, diventa particolarmente impetuoso. All’epoca i mulini servono per macinare grano e per la pilatura del riso, e rimangono in funzione fino all’avvento della produzione industriale nel Novecento.

Oggi Borghetto continua le tradizioni del passato ed è ancora caratterizzato da quegli stessi mulini che si sono trasformati in piccoli alberghi, in caratteristici ristorantini, in negozi di artigianato o di prelibati prodotti locali.

Il piccolo paese, giusto una manciata di case, vive in simbiosi con il fiume, ma conserva quella magia di un lontano medioevo; camminare nel borgo è come entrare in punta di piedi in uno spazio sacro. Il Castello Scaligero sulla valle del Mincio, incorniciato da giardini fioriti, la Chiesa di San Marco Evangelista fondata nel X secolo, con gli stupendi affreschi quattrocenteschi al suo interno e poi le antiche case in pietra, costruite nel medioevo e affacciate sulle viuzze che conducono agli scorci più spettacolari.

Qui regna la più totale tranquillità, la frescura del boschetto intorno all’abitato e la bellezza di un luogo intriso di storia, dove lo charme del passato va ad aggiungersi al dolce scorrere dell’acqua, talvolta interrotto dallo starnazzare di tante simpatiche paperelle.

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