Abbadia San Salvatore, la città delle fiaccole

Circondata da boschi verdissimi e nota per le sue miniere di cinabro

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Le cataste di legno alte fino a 7 metri accese il 24 dicembre
  • di Patrizia Caporali

SIENA – L’arrivo delle festività natalizie offre l’occasione per conoscere meglio località incantevoli che in questi giorni vedono accrescere fama e bellezza con manifestazioni davvero singolari.

Croce Monte Amiata

Un esempio tra tanti può essere Abbadia San Salvatore, suggestivo borgo alle pendici del Monte Amiata, noto anche come la Città delle Fiaccole, perché sono proprio le fiaccole a improntare una tradizione millenaria che accende le strade del centro nella notte di Natale.

Boschi e silenzio

Circondato da boschi verdissimi e noto per le sue miniere di cinabro da cui si estrae il mercurio, Abbadia San Salvatore è un paese dal fascino davvero unico, dove regna un silenzio quasi irreale, un silenzio che dà la sensazione di vivere in un luogo lontano dalla nostra epoca.

Il borgo, nato intorno alla splendida abbazia dell’VIII secolo, la cui originale cripta conserva la bellezza di 32 colonne, una diversa dall’altra, decorate ora con animali, piante o motivi geometrici, nei secoli successivi si sviluppa estendendosi verso sud.

Oggi, entrando dalla Porta della Badia, caratteristica per il bellissimo arco in pietra, troviamo un abitato costituito da palazzi trecenteschi e rinascimentali, vicoli stretti, case in pietra, con portoni ancora ornati di simboli medievali e porte che si affacciano sui panorami mozzafiato della Val d’Orcia.

Le 32 colonne

La notte delle Fiaccole

Tutto ha il sapore magico di un passato che sembra rinnovarsi ogni anno con tradizioni particolarmente suggestive. La più antica, quella che addirittura si perde nella notte dei tempi, è la notte delle Fiaccole. La sua origine, infatti, sembra risalire intorno all’anno Mille, quando gli abitanti dei villaggi vicino all’abbazia e quelli dei borghi lungo la Via Francigena arrivavano qui per la messa di mezzanotte e si accendevano fuochi per illuminare la strada e mantenere al caldo la popolazione.

Radicatissima nel cuore di ogni abitante, la ricorrenza vede un impegno che coinvolge tutta la comunità nell’intero periodo dell’Avvento, per la costruzione delle Fiaccole, piccoli capolavori di architetture rurale, rappresentate da grandi cataste di tronchi intrecciati, secondo tecniche segrete tramandate di generazione in generazione e alte fino a sette metri.

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Abbazia

Tutto è un fervore: in ogni strada, in ogni piazza, tutti si adoperano, si muovono, organizzano con scale, legna, attrezzi vari per offrire il proprio contributo e per portare a compimento un uso davvero straordinario e molto amato.

Durante queste settimane di preparazione, le giornate sono scandite dall’avvicendarsi di eventi a sfondo natalizio, come la mostra dei presepi per le vie del borgo, il villaggio degli elfi dove si narrano favole tradizionali, le gite sulla carrozza trainata da cavalli, i caratteristici mercatini che contornano la piazza davanti all’antica Abbazia di San Salvatore.

Canti e musiche popolari

L’attesa per la notte delle Fiaccole si compie domani, 24 dicembre, con l’accensione e il rito del fuoco: la città si riempie di canti e musiche popolari, mentre il calore del fuoco illumina e riscalda, avvolgendo tutti i presenti in un rito antico che concilia laicità e spiritualità.

La notte continua in un clima festoso. Abitanti e turisti si trovano, si abbracciano, si scambiano auguri e, dopo l’appuntamento con la Messa di Mezzanotte, trascorrono le ore degustando prodotti tipici e brindando con vin brulé, mentre le cataste ardono fino al mattino.

Un fantastico viaggio indietro nel tempo, un evento così sentito, atteso e vissuto, che riempie di fascino il sorprendente borgo di Abbadia San Salvatore, piccola magica Città delle Fiaccole.

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