A Genova c’è il faro più antico del mondo ancora funzionante

Dall'alto dei suoi 76 metri, proietta la luce fino a 50 km di distanza

la lanterna il faro più antico di Genova
Genova vista dall'alto con la Lanterna che svetta. Foto: Mario Valde da Pixabay
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Pubblicato ore 14:00

  • di Patrizia Caporali

Impossibile pensare a Genova senza vedere delinearsi davanti ai nostri occhi il suo simbolo, la millenaria Lanterna che svetta appoggiata su uno scoglio.

Una torre, il faro ufficiale del Porto di Genova ormai operativo da più di 800 anni che, dall’alto dei suoi 76 metri, proietta la luce fino a 50 km di distanza.

Già nel 1128, fonti non ufficiali testimoniano che in questo stesso luogo era stata costruita una prima torre di guardia simile a quella attuale, utilizzata per controllare i movimenti in mare e avvisare la popolazione in caso di navi sospette e, fin da allora, la sua struttura aveva anche la funzione di faro rudimentale perché, durante la notte, si accendevano delle fiammate per avvisare le imbarcazioni della presenza di un porto.

Solo dopo ripetuti danneggiamenti e successivi restauri, nella prima metà del 1300, viene montata una lanterna alimentata con olio d’oliva, affinché la torre funzionasse da vero e proprio faro.

Così da una prima utilizzazione come prigione, quindi come presidio militare, poi ancora danni e ristrutturazioni per arrivare al moderno impianto elettrico nel 1936; ma tanti racconti, tante curiosità arricchiscono la storia dell’inconfondibile Lanterna.

Testimonianze storiche affermano, infatti, che nel periodo in cui la costruzione era utilizzata come prigione, per cinque anni accolse come ostaggi il Re di Cipro Giacomo di Lusignano e sua moglie, che tra quelle mura diede alla luce il figlio, così come dai registri del faro si apprende che anche Antonio Colombo, zio paterno di Cristoforo, appare tra i custodi del Faro.

E ancora la visita di Leonardo Da Vinci che si reca qui, insieme a Ludovico il Moro, per studiare l’assetto delle fortificazioni genovesi e ne rimane affascinato e ancora la leggenda più fantasiosa relativa al costruttore della Torre, rimasto sempre sconosciuto, che sembra sia stato gettato in mare dalla sua sommità.

Difficile stabilire il movente collegato a due differenti spiegazioni. La prima, di carattere decisamente romantico, afferma che gli abitanti della città, colpiti dalla perfezione estetica e strategica della torre, decidono di eliminare l’architetto per impedirgli di riproporre un’opera simile altrove, mentre la versione più crudele parla di un omicidio legato a motivi di natura economica, per evitare di pagarlo.

Tuttavia, la Lanterna è là e rimane il faro più antico al mondo ancora funzionante, il più alto del Mediterraneo, sicurezza e orgoglio dei genovesi, facilmente raggiungibile e sempre interessante da visitare nelle tre parti che la caratterizzano: la Torre, il Museo e il Parco.

Il Parco, ovviamente all’esterno, è un piccolo prato per poter ammirare dal basso la Torre, suggestivamente illuminata in orario serale, poi all’ingresso troviamo il Museo della Lanterna dove si racconta la storia del Faro, ma anche della città, dalle origini a oggi, e infine la Torre con quei 172 scalini da salire per giungere fino al terrazzo. Da qui un panorama strepitoso che ruota a 360 gradi sulla città e sul mare per ammirare il fervore della vita nel porto: una grande distesa di container, gru e navi sempre in movimento per portare i prodotti che partono o arrivano.

Da lassù il suono delle onde e il vento creano un’atmosfera magica che ricorda storie di coraggiosi marinai, aspri combattimenti e indimenticabili avventure.

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