Gli studenti di Rebibbia al Museo dell’Ara Pacis

Liberi di andare a incontrare l'arte

ROMA- Alcuni ospiti della Casa di Reclusione di Rebibbia hanno avuto ieri la possibilità di assaporare di persona  il fascino dell’Ara Pacis e tornare indietro nei secoli all’epoca di Augusto grazie al progetto “L’ARTE DENTRO”  programma didattico che ha ottenuto il Patrocinio della Camera dei Deputati, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Come consentito dall’articolo 21, co. 4bis, L. n. 354/75 (concesso dal Magistrato di Sorveglianza su proposta della Direzione Penitenziaria) ai corsisti è  stato permesso di visitare e interagire con i siti museali studiati e conosciuti durante le lezioni intramoenia.

Ieri infatti,  i corsisti di “L’Arte dentro insieme a Erminia Manfredi, moglie di Nino e testimonial  sono stati  accompagnati in visita guidata alla mostraSpartaco. Schiavi e padroni a Roma”, ideata da Claudio Parisi Presicce e Orietta Rossini  in esposizione fino al 17 settembre 2017.

Grazie ad un team di archeologi, scenografi, registi e architetti, la mostra restituisce la complessità del mondo degli schiavi nell’antica Roma a partire dall’ultima grande rivolta guidata dallo schiavo gladiatore Spartaco, tra il 73 e il 71 a.C.

Dopo una pausa aperitivo nel foyer, agli studenti è stata  poi offerta l’opportunità di assistere in tarda serata a “L’Ara com’era, la visita immersiva e multisensoriale dell’Ara Pacis.

Un’occasione unica per ammirare il primo intervento sistematico di valorizzazione del patrimonio culturale di Roma, riproposto in una versione ancora più coinvolgente grazie all’integrazione tra computer grafica, realtà virtuale e aumentata.

In un racconto che unisce storia e tecnologia, “L’Ara com’era” è il primo intervento sistematico di valorizzazione in realtà aumentata e virtuale del patrimonio culturale di Roma Capitale, nello specifico di uno dei più importanti capolavori dell’arte romana, costruito tra il 13 e il 9 a.C. per celebrare la Pace instaurata da Augusto sui territori dell’impero.

Lanciato il 14 ottobre 2016, l’innovativo racconto sull’Ara Pacis e sulle origini di Roma è stato ulteriormente potenziato dal 20 gennaio 2017: due nuovi punti d’interesse in Realtà Virtuale, che combinano riprese cinematografiche dal vivo, ricostruzioni in 3D e computer grafica, consentono una completa immersione nell’antico Campo Marzio settentrionale dove è possibile assistere alla prima ricostruzione in realtà virtuale di un sacrificio romano.

Un’implementazione che arricchisce la narrazione e crea un impatto emozionale più profondo con il pubblico. I visitatori sono catapultati indietro nel passato per riviverlo da una posizione privilegiata.

Immersi in un ambiente a 360° possono ammirare l’Ara Pacis mentre ritrova i suoi colori originali in una “magia” resa possibile da uno studio sperimentale realizzato dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali nel corso di oltre un decennio che ha portato a una ricostruzione ipotetica ma con la massima approssimazione consentita.

Il colore non è la sola sorpresa ad accogliere i visitatori, che possono ‘galleggiare’ in volo sull’altare, planare sul Campo Marzio e assistere al sacrificio, compiuto da veri attori, rimanendo sempre al centro della scena.

 

A cura della redazione

 

 

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