Ciak Vintage. “L’età dell’innocenza”, struggente storia di un triangolo amoroso

Tratto dall'omonimo romanzo di Edith Wharton

L’età dell’innocenza (The Age of Innocence) è un film del 1993 diretto da Martin Scorsese e tratto dall’omonimo romanzo di Edith Wharton del 1921 vincitore del Premio Pulitzer. Tratta di una struggente storia di un triangolo amoroso, che mette in risalto l’ipocrisia dell’alta società del 1870. Newland Archer è un integerrimo avvocato del bel mondo, fidanzato con l’adorabile, ma ordinaria May Welland. Rassegnato ad una vita quieta e assolutamente convenzionale, come l’ipocrita società vittoriana richiede, Newland si abbandona ai propri sentimenti e ad un sogno di passione quando nella sua vita entra la contessa Olenska.

Una cosa davvero interessante da notare è che Martin Scorsese decide di utilizzare tre colori come punto fermo di tutto il percorso filmico: rosso, giallo e bianco. Il rosso caratterizza il dolore inespresso, la carica sentimentale di Newland verso Ellen Olenska; lo specchio di tali pulsioni sono gli abiti e il colore delle pareti di casa della contessa.

Il giallo, specifico di Olenska, è il colore della felicità, della vivacità, della disinibizione e dell’isolamento a cui la donna sarà destinata; anche lo specchio d’acqua su cui la sua immagine risalta mentre viene osservata da Newland è dorato, inoltre pure le rose che quest’ultimo invia a casa di lei sono dorate, infine gialle sono le tende dell’appartamento parigino delle quali Archer rievocherà l’immagine di una occasione mancata. Il bianco è il colore della totalità, aristocratico, dalla natura ambigua, poiché può essere definito come l’unione di tutti i colori o non-colore, è il colore di May e anche dei fiori a lei legati, i mughetti. In ultimo, giusto per dare una chicca, il regista Martin Scorsese appare verso il finale nei panni di un fotografo.

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*