Teatro balinese: tra costumi variopinti e maschere grottesche

Meraviglioso insieme di immagini sceniche pure

teatro balinese
Una tipica maschera del teatro balinese
  • di Gianluca Donati:

La precedente settimana, per la rubrica dedicata al teatro, abbiamo parlato di Antonin Artaud e della sua idea di “Teatro della crudeltà” (per leggere l’articolo clicca qui), accennando che una fondamentale fonte d’ispirazione per Artaud, fu il teatro balinese (dall’isola di Bali).

teatro balineseQuesta settimana, vogliamo approfondire questa particolarissima forma di teatro, perché essa resta vitale per la scena occidentale; lo stesso Artaud, così descrive il teatro balinese: “Lo spettacolo dei danzatori balinesi, riporta il teatro ad un piano di creazione autonoma e pura, in una prospettiva di allucinazione e di sgomento e ci offre un meraviglioso insieme di immagini sceniche pure, per la cui comprensione sembra sia stato inventato tutto un nuovo linguaggio: gli attori compongono con i loro costumi autentici geroglifici, vivi e in movimento. E questi geroglifici a tre dimensioni sono a loro volta ricamati da un certo numero di gesti, di segni misteriosi che corrispondono a qualche ignota realtà oscura e favolosa che noi occidentali abbiamo completamente represso”.

Sebbene l’impatto del colonialismo e del turistico abbia rischiato in parte di indebolire molti dei caratteri originari di questi spettacoli locali, il teatro balinese, offre ancora una variegata quantità di manifestazioni sceniche tradizionali: dagli spettacoli di marionette proiettate su uno schermo bianco semitrasparente, di narrazione mitologica e storica e generalmente riguardante l’epopea indiana del Mahabharata che solitamente possono durare un’intera notte (Wayang kulit purwa); oppure le danze, secolari radicate nel folclore tradizionale e locale, ma con contaminazioni culturali indù e una forte influenza religiosa e sciamanica. Queste danze sono chiamate sesolahan, parola che a Bali può significare anche teatro, e sono accompagnate dalle “Gamelan”, le orchestre tradizionali.

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Danza Kecak

Le danze sono divise in tre categorie: 1) le danze sacre, da danzarsi nel cortile del tempio (Tari Wali), come la “Sang Hyang Dedari”, l’incantevole ballo di estasi femminile, propiziatrice del favore degli dèi, o la “Barong”, incentrata sul tema dell’eterna lotta fra il bene e il male, raffigurati dal Leone e dalla strega Rangda; 2) le danze cerimoniali, come la “Gambuh”, da danzarsi nel cortile intermedio del tempio (Tari Bebali), e narrante il dramma d’amore di un principe di Giaca; 3) le danze d’intrattenimento (Tari Balih-Balihan), che in quanto tali, possono svolgersi anche fuori dal tempio; un esempio, la “Kecak”, particolarmente suggestiva nella sua ambientazione notturna.

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Danza Barong

Una caratteristica fondamentale del teatro balinese, sono i costumi variopinti e le maschere grottesche che indossano i danzatori-attori.

Le maschere, nel teatro balinese non sono solo un mezzo per fare teatro, bensì, un oggetto che possiede una sua energia magica, tale da rendere l’attore realmente un’altra persona, e chi la indossa, deve essere dotato di una potente forza interiore per resistere agli influssi magici e malvagi che da esse si sprigionano. La maschera sacra di Barong è la più importante delle maschere e il compito di Barong è di tenere lontano gli spiriti maligni e i demoni del villaggio.

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