Situazioni tragicomiche sul palco del Cral Eni: “Le vicinissime”, brave e grintose, divertono il pubblico

In scena con "Le cognate" di Michel Tremblay

Foto: Glauco Fallani
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Pubblicato ore 10:25

  • foto e articolo di Glauco Fallani

LIVORNO – Divertente spettacolo quello proposto ieri sera, 13 aprile, dal laboratorio teatrale “Le vicinissime” condotto ormai da cinque anni con lusinghieri successi da Simonetta del Cittadino.

Sul palco del Cral Eni (viale Ippolito Nievo) con “Le cognate“: Elisabetta Albertini, Antonietta Antenori, Maria Gabriella Bassi, Elena Bellandi, Gioia Bini, Stefania Casu, Marina Consaga, Marta Gatti, Vania Giuntini, Giuliano Gori, Laura Monti, Paola Pannunzio, Lucia Scarpa, Graziella Vichi, Enrico Zucchi, sotto la regia della stessa Simonetta del Cittadino, si sono dimostrate capaci di proporre le proprie parti al pubblico con grinta e determinazione.

Nell’ottimo spettacolo andato in scena, scritto nel 1965 e intitolato “Le cognate”, 15 casalinghe “disperate”, invidiose e cattive spettegolano e si accapigliano a più riprese, mentre appiccicano senza posa un milione di punti bollini, vinti inaspettatamente sugli album del supermercato da una di loro che le ospita nella sua casa, sognando ogni sorta di regali. Quella insperata fortuna avrebbe, però, portato vantaggi solo per la padrona di casa che inevitabilmente diventerà l’oggetto di odio per tutte le altre.

In un crescendo di situazioni comiche e tragiche le donne rappresentate fanno intravedere baratri di solitudine e di vera e propria infelicità e ancora una volta uno spettacolo apparentemente comico finisce col raccontare al pubblico una tragedia umana, un disagio, un vero e proprio museo degli orrori atto a far intravedere un abisso senza fondo.

Donne insoddisfatte e inquiete sempre in corsa dietro uomini dongiovanni, oppure donne malmaritate, affamate di cose inutili, col terrore di un dovere coniugale quotidiano a cui non possono dire di no e che dà loro lo stesso piacere di una rigovernatura di piatti, l’autore, il canadese Michel Tremblay, non ci fa mancare neppure un cospicuo parterre di zitelle velenose. Un malefico universo tutto al femminile, insomma, dietro il quale non possono che nascondersi maschi inadeguati: quindici maschere intente a raccontare la storia del Quebec alla fine degli anni ’60, ma che, purtroppo, ci parlano di modi di essere universali e presentano miserie non ancora entrate nel mondo dei ricordi.

“Le cognate” di Michel Tremblay, regia di Simonetta del Cittadino, aiuto regia Filippo Scarparo, costumi Costumeria Capricci, collaborazione tecnica Silvio Bassi e Luigi Del Re.

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