Ricordo di Luis Enriquez Bacalov Premio Oscar per “Il Postino”

Nella sua carriera è stato arrangiatore di tanti successi italiani

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Luis Enriquez Bacalov
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  • di Stefano Lucarelli:

Due giorni fa, esattamente il 15 novembre, ci ha lasciati un grande musicista, un pianista, compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra fra i più famosi, Luis Enriquez Bacalov.

bacalovNato nel 1933 in Argentina da genitori ebrei di origine bulgara, comincia sin da piccolo a studiare il pianoforte. Da giovanissimo arriva in Europa, prima in Spagna dove, mal sopportando il regime franchista, si trattiene un solo anno. Dopo quattro anni a Parigi, nel 1959 si stabilisce definitivamente in Italia dove viene ingaggiato, come arrangiatore, prima dalla Fonit Cetra e poi dalla RCA. Ha così l’occasione di conoscere il “reuccio della canzone italiana” Claudio Villa, e diventa suo accompagnatore durante i concerti. Lo stesso accade anche  con “la pantera di Goro”, Milva.

A Milano per la RCA, appunto, si mette in luce quale arrangiatore di tante canzoni diventate “hit” nei primi anni ’60. C’è il suo zampino infatti in grandi successi di cantanti molto in voga in quel periodo quali, Nico Fidenco (ricordiamo “Legata ad un granello di sabbia”), Rita Pavone per la quale cura l’arrangiamento di “Cuore”, “La Partita di pallone”, “Il ballo del mattone” solo per citarne alcuni, Umberto Bindi (“Il mio mondo”) e tanti altri, tra i quali Sergio Endrigo, con il quale inizia un lungo e duraturo sodalizio musicale che porta alla ribalta canzoni quali “Io che amo solo te”, “Canzone per te”, “Lontano dagli occhi”, “L’arca di Noè”.

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Bacalov nel 2014 durante un concerto

Purtroppo tale sodalizio più che ventennale, viene interrotto per beghe giudiziarie legate alla vicenda del tema conduttore della colonna sonora  de “Il Postino” del 1996, colonna sonora per la quale Bacalov vinse il Premio Oscar di quell’anno. Tale tema musicale risultava fin troppo simile ad un brano firmato da Sergio Endrigo nel 1974, “Nelle mie notti” e, nel 2003, Bacalov si vede condannare dalla Corte d’Appello di Roma per aver copiato Endrigo. Dieci anni dopo, nel 2013, la stessa Corte d’Appello riconosce a Sergio Endrigo, e agli altri autori Riccardo Del Turco e Paolo Margheri, la co-paternità del brano “incriminato” facente parte della colonna sonora vincitrice dell’Oscar.

Nel corso degli anni ’60 e ‘70 collabora in qualità di compositore ed arrangiatore, oltre al già citato Sergio Endrigo, con altri grandi nomi del panorama musicale italiano quali Gianni Morandi, Claudio Baglioni, Mia Martini, Ricchi e Poveri, e si dedica alla composizione di colonne sonore di film di successo come “Il Vangelo secondo Matteo” (1964), “Django” e “Quién sabe?” (1966), “A ciascuno il suo” (1967), “L’amica” (1969), “Cuori solitari” (1970), “Milano calibro 9” (1972).

bacalovNel corso dei ’70 Luis Enriquez Bacalov si avvicina al mondo rock italiano, strizzando l‘occhio a certi gruppi che in quel periodo fanno parte della cerchia “progressive”. Cura infatti gli arrangiamenti per gli Osanna (“Preludio, tema, variazioni, canzona”) ed il Rovescio della Medaglia (“Contaminazione”). Ma è con i New Trolls che ottiene i maggiori successi di critica e di pubblico componendo, arrangiando e dirigendo le musiche di un album storico, ovvero “Concerto Grosso per i New Trolls” del 1971.

Questo album è il primo esempio di pop barocco mediterraneo. Le musiche di quest’opera sono interamente scritte da Bacalov ed eseguite dai New Trolls (con l’orchestra)  a imitazione dei movimenti di una sonata classica con testi (in lingua inglese) ispirati a Shakespeare. Un’opera di rock sinfonico assai gradita dal pubblico di allora tanto che sarà ripetuta cinque anni più tardi, sempre dai New Trolls e Bacalov, nel “Concerto Grosso n. 2”, un discreto album che però – sinceramente – non è all’altezza del precedente.

Verso la fine degli anni settanta, Bacalov, a causa della improvvisa morte di Nino Rota collabora con Federico Fellini per la musica de “La città delle donne” e scrive musiche per i film di altri famosi registi come Ettore Scola, Francesco Rosi, Damiano Damiani, Franco Giraldi.

In anni più recenti, sempre proseguendo la sua attività di compositore ed arrangiatore, diventa titolare del corso di Composizione di musica per film presso l’Accademia Musicale Chigiana di Siena. Molto apprezzato da Quentin Tarantino, nel 2012 vede alcuni suoi brani entrare a far parte della colonna sonora del film di ambientazione western “Django unchained”. Come detto all’inizio di questo articolo Luis Enriquez Bacalov è morto all’età di 83 anni il 15 novembre 2017, a causa di un’ischemia.

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