“Que serà”: dove può arrivare l’amicizia? La commedia di Roberta Skerl fa riflettere il pubblico

Prossimo appuntamento il 5 aprile con "Minchia signor tenente"

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Pubblicato ore 15:08

  • di Simonetta Del Cittadino

LIVORNO – Ieri sera, 29 marzo, al Teatro 4 Mori, nella rassegna organizzata dalla Compagnia degli Onesti diretta da Emanuele Barresi, il pubblico accorso si è trovato davanti ad una pièce originale scritta da Roberta Skerl, su alcune problematiche attuali di cui forse non si parla mai abbastanza.

Dove può arrivare l’amicizia? Quanto contano le persone che ci stanno veramente accanto? E poi, possono degli amici aiutarti fino in fondo, anche quando la vita ti sta sfuggendo? Può accadere anche durante una cena brasiliana di una calda estate, quando Ninni, Giovanni e Filippo, compagni di vita da tanti anni, tentano un bilancio delle proprie esistenze, completamente diverse e riflettono sull’importanza del loro legame consolidato nel tempo.

Ma all’improvviso qualcosa spariglia il senso della bella serata e ne diventa il punto nodale: i tre amici si trovano a confrontarsi con un inaspettato grave problema che li metterà alla prova e dovranno interrogarsi sul valore e il
significato di quel loro rapporto così intrecciato da accogliere perfino confessioni estreme, senza giudicare ma, come è giusto, aiutarsi in un disperato tentativo di mutuo soccorso che è poi il loro vero collante.

Le luci, parte centrale del racconto, ne scandiscono i tempi con grande efficacia tanto da trascinare inconsapevolmente lo spettatore verso l’epilogo. Il testo è scritto con molta leggerezza e con l’ironia che i tre protagonisti interpretano con vera capacità attoriale: Paolo Triestino, che ne ha curato anche la regia, Edy Angelillo e Roberto D’Alessandro sono stati bravissimi a interpretare i ruoli di Giovanni, Ninni e Filippo e man mano che la trama si tingeva di toni meno comici, hanno saputo ben adeguarsi agli altri volti di quei personaggi che l’autrice ha voluto con tante sfaccettature.

Una serata piacevole ma con quella “saudade” che ne fa il vero filo conduttore e non a caso la colonna sonora è la struggente canzone “Que Serà” di Chico Buarque de Hollanda, che dà il titolo anche alla commedia. Ottime le scelte di Barresi che sapientemente opta per testi diversi fra loro ma assai vicini ai gusti degli spettatori per i quali la stagione di prosa dei 4 Mori è diventata una piacevole consuetudine.
Sono stati due anni difficili… Ma il teatro vive e ci fa vivere.

Prossimo appuntamento il 5 aprile con “Minchia signor tenente” di Antonio Grosso, regia di Nicola Pistoia.

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