Plastica, musica e letteratura convivono nella mostra dedicata a Nicola Vukich

Visitabile fino al 28 luglio

Share

Pubblicato ore 14:00

  • articolo e fotografie di Glauco Fallani

LIVORNO – È stata inaugurata presso il Museo della Città, sezione Arte contemporanea Bottini dell’Olio in Piazza del Luogo Pio la mostra Nicola Vukich-Collettiva di un artista.

La rassegna, che è stata curata da Paolo Santoboni con la collaborazione di Antonella Capitanio, Anna Rita Chiocca, Marco Collareta e Cristiano Giometti, è ricca di opere poiché ripercorre interamente la carriera artistica di Nicola Vukich (1972-2023) dai primi anni Novanta, quando, prima a Pisa e poi a Roma, realizza esperimenti d’arte plastica durante gli studi universitari, fino alle ultime esposizioni in studio.

La mostra è stata organizzata secondo un’idea dello stesso Vukich a suo tempo espressa sul sito che porta il suo nome dal quale si evince chiaramente che arte plastica, musica e letteratura possono e devono convivere al fine di esprimere la complessità e la completezza dell’originale visione dell’artista.

Sette sezioni caratterizzano l’interessante esposizione, tutte corredate di testo: Aquariums, Baobab, Crystals, Mirrors, Soccer Players, Streets of Town, Tam Tam. Alle quali si aggiunge la possibilità di vedere una gamma di materiali tratti da scritti inediti e pubblicazioni amatoriali, disegni, bozzetti nonché di seguire un percorso musicale attraverso l’ascolto di alcuni brani tratti da “The End of Happiness Party” (2015).

Nicola Vukich

Artisticamente autodidatta (1972-2023) frequenta Storia dell’arte medievale in ambito universitario. Si tratta di un periodo assai vivace e ricco di creatività al quale fanno seguito anni di interruzioni e riassestamenti.

A partire dagli anni duemila il nucleo tematico dei suoi lavori prende una forma più matura e consapevole, temi come la dimensione diasporica dell’essere umano, il meticciato, il nomadismo, il conflitto si incarnano in performance, installazioni e serie di dipinti. Raccoglie relitti tra spazzatura e anticaglie, si muove tra verifiche Pop e Arte povera alla ricerca di un suo personale linguaggio. Disegna, dipinge, ma soprattutto sperimenta.

Le interruzioni in un percorso non lineare sono parecchie: almeno quattro viaggi in Senegal, tutta una serie di progetti abbandonati poi ripresi. Si laurea a Pisa nel 2011 con una tesi sul Reliquiario di San Simeone in Zara. È stato guida turistica e insegnante alle scuole medie.

La mostra sarà visitabile fino al 28 luglio. Gli orari di apertura sono quelli del Museo della Città, dal martedì alla domenica, 10.00-19.00, lunedì chiuso. La vista sarà compresa nel percorso e nel biglietto del Museo della Città (5 euro intero, 3 euro ridotto).

© Vietata la riproduzione