Piccoli attori crescono accanto a Paolo Ruffini: al Teatro 4 Mori spettacolo semplice e diretto

Presentato in prima nazionale nella nostra città

Foto: Glauco Fallani
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Pubblicato ore 10:00

  • articolo e foto di Glauco Fallani

LIVORNO – In prima nazionale è stato proposto ieri sera, 7 giugno, al Teatro 4 Mori il nuovissimo spettacolo “Il babysitter – Quando diventerai piccolo capirai” di e con Paolo Ruffini.

Il nostro conosciutissimo concittadino ha voluto fortemente che la prevista tournée partisse da Livorno, luogo in cui è nato, si è formato ed ha creato le fondamenta per la brillante carriera che l’ha visto protagonista in numerosi film, trasmissioni televisive di successo e performance teatrali in tutta Italia.

Ma veniamo a quanto visto ieri sera, il nostro Ruffini come mille altre volte stava per iniziare un suo one-man show, quando viene improvvisamente interrotto dall’intervento sulla scena di tre bambini che subito dichiarano di essersi persi. Da lì il nostro ”mattatore”, in attesa che la di loro genitrice venga a riprenderseli, prende ad occuparsi di loro trasformandosi, di punto in bianco, in un improvvisato babysitter assolutamente sopra le righe. Con gran divertimento per i numerosi intervenuti, un Ruffini apparso particolarmente a suo agio si è dunque trovato ad intrattenere non solo il pubblico, ma anche i tre piccoli “guastafeste” Isabel Aversa, Lorenzo Pedrazzi e Leonardo Zambelli che, se pur giovanissimi, hanno a loro volta avuto la capacità di dimostrarsi vere forze della natura nel rendere spettacolo le proprie abilità. In particolare il giovanissimo Leonardo ha letteralmente fatto proprio il favore del pubblico con l’interpretazione di “La canzone dell’amore perduto” del grande Fabrizio De André.

Da sottolineare, a un certo punto della serata, la presenza di Herbert Ballerina che domani sera, 9 giugno, sarà sul palco del Teatro 4 Mori con il suo primo spettacolo “Come una catapulta“, prodotto proprio da Ruffini.

Una messa in scena fresca, insomma, senza inutili fronzoli durante la quale più di una volta sono state invitate a salire sul palco e farsi protagoniste persone sedute in platea. Uno spettacolo semplice e diretto durante il quale domande come “Perché devo credere a quello che mi dicono i politici e non credere a quello che mi dicono i bambini?” o “Una curiosità: Babbo Natale, ma un è che tu sia Dio?” hanno strappato applausi a scena aperta.

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