Livorno tra guerra e rinascita raccontata in “Decimo porto”: intenso monologo dalle mille sfumature

Debutto del nuovo spettacolo di e con Alessia Cespuglio

Foto di Glauco Fallani
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Pubblicato ore 18:28

  • articolo di Simonetta Del Cittadino
  • foto di Glauco Fallani

LIVORNO – C’era tutta la disperazione di Livorno nella frase “morivano di sopravvivenza“, quasi un ossimoro che ha segnato il momento più intenso di “Decimo porto” , lo spettacolo che Alessia Cespuglio ha interpretato e scritto con la collaborazione di Francesco Niccolini e che ha portato in scena al Teatro Goldoni davanti a un pubblico attento e commosso.

Alessia con garbo, professionalità e pudore, racconta gli anni della guerra dall’8 settembre 1943 fino alla ritrovata libertà. Una libertà monca però, perché Anna e la sua famiglia devono fare i conti con i vinti e con i vincitori in un’italietta smarrita che non riesce a ripartire e a riprendere in mano i veri valori della vita.

Ed ecco il referendum del ’46, il vero inizio del suffragio universale, le lotte politiche interne, le elezioni del ’48 con i due giganti PCI e DC con alle spalle l’Unione Sovietica che vorrebbe prendersi sotto la sua ala anche l’Italia. E Anna, fervente attivista di sinistra, ci fa rivivere gli entusiasmi, le speranze e le sconfitte della sua famiglia che cerca appunto di sopravvivere con poco cibo, stipata in due stanzette.

Si sopravviveva, ci racconta Alessia, ma si moriva anche per mancanza di rispetto e dignità, due valori fondamentali per l’uomo. Livorno decimo porto, come la chiamavano gli americani, ci prova, ma la rinascita è lunga e dolorosa.

Alessia è brava e intensa nella sua narrazione, come ha già dimostrato negli spettacoli precedenti: sola su un palco vuoto con la struggente musica di Antonio Ghezzani a sottolineare i momenti più coinvolgenti.

Ma le parole sono pietre, la narrazione diventa realtà e il palco si popola e si riempie di personaggi evocati dalla protagonista: i suoi familiari, i compagni di partito, gli amici e poi, quasi a voler riempire tutto lo spazio possibile, dopo i momenti di solitudine, arrivano i ballerini, i cori politici, la banda cittadina, comparse, figuranti, tanto che alla fine anche il numeroso pubblico presente fa parte di questo affresco storico che ci riguarda tutti.

Fra tutti gli attori che hanno partecipato, e sono tanti, meritano una nota di tenerezza i due bambini Leonardo Geppetti e Martino Fusaro, perfetti nella loro prima esperienza attoriale, ottima la messa in scena a cui ha partecipato anche Francesco Cortoni e la famiglia del Nuovo Teatro delle Commedie.

“Decimo porto” è stato promosso da So.crem, dal Comune di Livorno, dal Ministero della Cultura e dalla Regione Toscana. Vediamo quali saranno le prossime storie che Alessia vorrà raccontarci: noi l’aspettiamo perché senza dubbio ci saremo dentro di nuovo tutti.

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