“Li spiriti in casa della pizzi’ata”: risate, ricordi e premi agli attori del vernacolo

Riconoscimenti a Beppe Ranucci, Piero Paoli e Massimiliano Bardocci

I protagonisti di "Li spiriti in casa della pizzi'ata". Foto: Glauco Fallani
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Pubblicato ore 12:35

LIVORNO – Nel salotto buono di Livorno, nella cornice della splendida Villa Trossi è andato in scena, ieri sera, 11 agosto, uno dei più classici e rappresentati lavori di Beppe Orlandi: “Li spiriti in casa della pizzi’ata“, dove appunto si tocca il tema dei fantasmi che avrebbero infestato la casa di una famiglia normale livornese per accorgersi poi che le presenze erano assai più materiali che spirituali.

Tutto esaurito per una serata che ha visto anche la presenza del sindaco Luca Salvetti e del consigliere regionale Francesco Gazzetti.

La commedia scritta nel 1936 tocca un tema molto usato in teatro come farà successivamente Eduardo De Filippo in “Questi fantasmi”: a volte è meglio credere in fatti soprannaturali, piuttosto che affrontare una realtà scomoda e
dall’equivoco nasce il riso liberatorio.

Il lavoro, messo in scena dalle “Compagnie livornesi riunite”, ha visto sul palco il fior fiore degli attori vernacolari e popolari, Aldo Corsi, Elisabetta Macchia, Sandro Andreini, Alessio Nencioni, Annarosa Bechelli, Franco Bocci e Gabriele Nuterini con la direzione musicale di Stefania Casu.

I premiati

Nel corso della bella e divertente serata, aperta dal direttore artistico Roberto Napoli, sono stati premiati alcuni personaggi caratteristici di questo genere tanto amato a Livorno: Beppe Ranucci, regista storico dei lavori di Orlandi e anche di quel “Porto di Livorno traditore” che nel ’75 segnò la produzione popolare di Giorgio Fontanelli a cui è stato consegnato l’XI premio Vernacolo livornese. Ranucci è stato premiato da un’altra colonna portante del teatro livornese: Simonetta Del Cittadino.

Poi al grande e bravissimo Piero Paoli, il Premio Speciale Beppe Orlandi, proprio a lui, maschera storica del vernacolo che per decenni ci ha fatto ridere col suo recitare elegante e mai volgare interpretando la Beppa che con la Baciocca e la Vecchia erano il braccio destro del grande autore labronico: Paoli, veramente un grande attore riservato e modesto a cui secondo me la nuova generazione dei vernacolari dovrebbe guardare con maggior attenzione. Paoli è stato premiato da Francesco Gazzetti.

Infine a Massimiliano Bardocci, altro grande interprete popolare, è stato assegnato il Premio Tina Andrey, consegnato dal figlio Sandro Andreini.

Le scenette di Orlandi

Una bella serata che ha avuto come corollario alcune scenette di Beppe Orlandi interpretate da Stefano Valdisserri e Marco Chiappini.

Bello e ricco lo spettacolo, davvero, pieno di risate e di ricordi… e altri ne verranno in questa calda estate livornese.

Le foto sono di Glauco Fallani

  • Premiazione di Massimiliano Bardocci

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