Le cover anni ’60: un successo assicurato che non tramonta

Era assai frequente prendere canzoni dal repertorio estero

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"Sognando California" dei Dik Dik cover di "California Dreamin'" dei Mamas and Papas
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  • di Stefano Lucarelli:

Nella terminologia della musica leggera, principalmente pop e rock, una cover è la reinterpretazione o il rifacimento di un brano musicale interpretato da altri e pubblicato in precedenza, da chi non ne è l’interprete originale.  Nell’ambiente musicale italiano degli anni ’60 era assai frequente avvalersi di canzoni prese dal repertorio estero per poi, opportunamente aggiustate con un testo italiano, riproporle nel mercato italiano. “Complessi” come Equipe 84, Dik Dik, Camaleonti e cantanti come Patty Pravo, Caterina Caselli, Gianni Pettinati – solo per citarne alcuni – hanno fatto la propria fortuna e ottenuto il proprio successo, proprio “coverizzando” in italiano successi provenienti, in particolare, da oltre oceano. Vediamo di ricordare qui di seguito alcune delle “cover” più famose.

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La copertina di “Scende la pioggia” di Morandi

“Scende la pioggia”, Gianni Morandi, 1968. Con questo brano il cantante di Monghidoro, vinse l’edizione sessantottina di Canzonissima. La canzone era una versione italiana di “Eleonore” del gruppo statunitense The Turtles. “Per vivere insieme”, Quelli, 1967. L’anno prima, nel 1967, The Turtles avevano avuto “l’onore” della pubblicazione di un’altra versione italiana per un loro brano. “Per vivere insieme” fu portato al successo da I Quelli, un gruppo del quale facevano parte Franz Di Cioccio, Franco Mussida e Flavio Premoli, che da lì a qualche anno avrebbero fondato la Premiata Forneria Marconi. La versione originale, dei Turtles appunto, si intitolava “Happy Together”.

“Sognando la California”, Dik Dik, 196. Con il testo italiano, che portava la firma di Mogol, i Dik Dik reinterpretarono una vera e propria bandiera della generazione dei “figli dei fiori”, “California Dreamin’”, una hit del quartetto vocale statunitense Mamas and Papas. “Senza Luce”, Dik Dik, 1967. Altro grande successo i Dik Dik, sempre con testo italiano di Mogol, lo ottennero dalla cover di una delle più belle canzoni di sempre (parere del tutto personale), ovvero “A Whiter Shade of Pale” degli inglesi Procol Harum.

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La canzone dei Move ripresa dagli Equipe 84

“L’ora dell’amore”, Camaleonti, 1967. Dal repertorio dei Procol Harum, attinse anche un altro famoso gruppo dell’epoca, i Camaleonti, che con questo brano mantennero per ben 10 settimane il primo posto nella Hit Parade. “L’ora dell’amore”, con testo di Daniele Pace, era la cover di “Homburg”. “Tutta mia la città”, Equipe 84, 1969. Altra famosa cover, altro testo firmato da Mogol. L’Equipe 84 con questa canzone, furono presenti nella Hit Parade per 12 settimane, 4 di esse al primo posto. “Tutta mia la città” era la versione italiana di un successo dei Move, “Blackberry Way”.

“Ragazzo triste”, Patty Pravo, 1966. L’affascinante “Ragazza del Piper”, debuttò con questo brano il cui testo italiano fu curato da Gianni Boncopagni. Presentato alla trasmissione televisiva abbinata alla Lotteria Italia, Scala Reale, non riuscì ad accedere alle semifinali. Nonostante questo fu per Patty Pravo un buon successo personale. “Ragazzo Triste” era la versione italiana di un brano di Sonny & Cher, “But you’re Mine”.

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“Sono bugiarda” della Caselli

“Sono bugiarda”, Caterina Caselli, 1967. Il “Casco d’Oro” per eccellenza partecipò con questo brano all’edizione 1967 del Festivalbar. La canzone, con testo italiano di Mogol e Daniele Pace (sempre loro!) era la cover di un brano dell’anno precedente che Neil Diamond scrisse per The Monkees, ed i cui titolo era “I’m a believer”. “Bandiera Gialla”, Gianni Pettinati, 1967. Unico vero grande successo di Gianni Pettinati, questo brano, che nella versione italiana ha il testo firmato da Alberto Testa, è stato un inno giovanile dell’epoca, ed ancora oggi risulta essere uno dei brani più graditi al grande pubblico non più “giovanissimo”. La versione originale, in lingua inglese, si intitolava “The Pied Piper” ed era eseguita da Crispian St Peters.

Concludiamo questa carrellata di “cover” con un caso singolare ovvero una “cover alla rovescia”. “Il Paradiso”, scritta da Mogol e Battisti nel 1968 per La Ragazza 77, passò del tutto inosservata in Italia. Ma una casa discografica inglese ne fece una versione per Amen Corner, “If Paradise (is Half as Nice) e ottenne ottimi risultati. Il successo mondiale convinse i discografici italiani a rilanciarla, nel 1969, nel nostro Paese con una nuova interprete, Patty Pravo.

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