L’affascinante mondo del teatro delle marionette

Rappresenta simbolicamente l’uomo comandato da altri

teatro delle marionette
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  • di Gianluca Donati:

Questa settimana per la nostra rubrica di teatro ci dedicheremo a un genere particolarissimo, ovvero: il teatro delle marionette. In primo luogo dobbiamo sgombrare il campo da un equivoco, ossia che la “marionetta” non è da confondere con il “fantoccio”; la marionetta è una figura in stoffa, legno o diverso materiale manovrata dall’alto tramite fili collegati ad una croce di legno con la quale il burattinaio controlla i vari personaggi della scena; viceversa il “fantoccio” o burattino è un pupazzo che compare in scena a mezzo busto, “animato” dal basso, dalla mano del burattinaio che lo calza come un guanto.

Rispetto al teatro dei burattini valutato come maggiormente popolare, il teatro delle marionette è generalmente considerato come uno spettacolo più raffinato e ricercato, quindi, mentre i protagonisti del teatro delle marionette saranno spesso personaggi di ceto altolocato, i burattini raffigureranno maschere popolari spesso derivate dalla Commedia dell’Arte. Per molto tempo, il teatro delle marionette è stato considerato una forma di spettacolo orientato ad un pubblico più o meno adolescenziale; solo successivamente è stato rivalutato come forma d’arte sotto l’elocuzione di “teatro di figura”.

L’animazione della marionetta necessita di una lunga preparazione e in buona parte del mondo, richiede un lungo tirocinio. Sin dai tempi antichi, la marionetta ha rappresentato simbolicamente l’uomo comandato da altri; quindi il burattinaio assumeva metaforicamente il ruolo del potere (politico, religioso, ecc.), per questa ragione questo genere teatrale diventò una forma d’arte che parodiava il potere, approfittando dell’espediente di far esprimere le opinioni dalle marionette e non da attori in carne e ossa, consentendo così una relativa libertà d’espressione.

Il grande Eduardo De Filippo, affascinato dallo spettacolo del teatro delle marionette, tradusse “La tempesta” di William Shakespeare in napoletano, affidandone l’interpretazione a delle marionette. Anche Pier Paolo Pasolini omaggiò il teatro delle marionette nella sua opera cinematografica forse più significativa, “Che cosa sono le nuvole”, episodio del film corale “Capriccio all’italiana”, dove Totò e altri attori interpretano appunto delle marionette che mettendo in scena “Otello” di Shakespeare, simbolicamente rappresentano l’umanità, mentre il marionettista è l’entità superiore che governa il mondo: Dio.

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