Il “metodo Santomauro” fa breccia negli spettatori: con “God save the sex” va in scena l’ironia garbata, mai volgare

Lo spettacolo ha debuttato al Sulla felicità festival

Stefano Santomauro. Foto: Alessandro Freschi
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Pubblicato ore 07:00

  • di Simonetta Del Cittadino

LIVORNO – C’è bisogno di parlare di sesso? Cosa facciamo se l’amore non ci risponde? Ma è chiaro, facciamo sesso che nell’attesa può suggerirci un sacco di domande, perché, pur essendo l’argomento più cliccato, più esposto mediaticamente, più agognato, ancora non conosciamo bene tutti i suoi segreti, tutta la potenza, le sue facce nascoste e i suoi mille risvolti.

Siamo ignoranti e presuntuosi e allora è sacrosanto che qualcuno ci mostri la via di questo intrigato garbuglio di sentimenti, senza prenderci troppo sul serio.

È quello che ci suggerisce Stefano Santomauro nel suo spettacolo “God save the sex” andato in scena ai 4 Mori nell’ambito del festival “Sulla felicità”, un monologo al cardiopalma sull’universo “sesso e dintorni” scritto dall’attore, coadiuvato da Daniela Morozzi.

Quanto ne sappiamo sul sesso, ci chiede il comico, o forse è tutto un bluff, il più grande tabù in cui l’uomo sia mai incappato che si porta dietro da sempre e da cui forse non saprà mai districarsi.

Un argomento difficile da trattare per qualsiasi attore, ma Santomauro ha creato una sua personale comicità labronica risciacquandola più volte nei fossi: c’è del garbo ironico nella sua narrazione e se anche Livorno rimane al centro, non è mai volgare e becero, come suggerirebbero certi argomenti. E il suo stile è leggero e accresce crediti alla sua naturale vis comica: tempi perfetti, pause studiate, mezze frasi dette e non dette che mandano in delirio il pubblico numerosissimo che applaude e ride finalmente di gusto e Dio sa se ce n’è bisogno.

Si potrebbe chiamare il “metodo Santomauro” che è del tutto diverso da quello degli altri comici livornesi perché in questa città ventosa, oltre al ribaltamento delle macchine, si ribaltano anche i canoni della comicità. E poi non si ride soltanto, ma si pensa anche, che è poi il compito del comico che “castigat ridendo mores”, perché un riso sorvegliato dall’autoironia è la medicina migliore per i nostri difetti.

“God save the sex” si è classificato fra i primi 20 spettacoli selezionati fra 700 compagnie al Torino Fringe Festival 2024, uno degli eventi più importanti del panorama comico italiano e sarà nella città piemontese per circa una settimana a fine maggio, ma l’anteprima nella sua città è stata un vero banco di prova perché si sa i livornesi non fanno sconti nemmeno ai propri figli e ne abbiamo esempi illustri.

Bravo Stefano che ci fai ridere riflettendo sulle nostre grandi ignoranze. Santomauro? Santo subito.

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