Horror Movies. Suspiria, favola horror a 40 anni dall’uscita

Argento si ispirò al film d’animazione "Biancaneve e i sette nani"

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Jessica Harper è Susy nel film "Suspiria"
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  • di Gianluca Donati:

Susy, (Jessica Harper) una ragazza americana, si reca a Friburgo per iscriversi a un’accademia di danza, una costruzione isolata e immersa in un bosco. Appena giunta durante una notte di tempesta, incrocia Pat, una sua coetanea che sembra fuggire terrorizzata dall’edificio, urlando parole apparentemente prive di significato e rese incomprensibili dal fragore del temporale. A Susy è negato l’accesso alla scuola e quindi è costretta ad andare in città. Intanto Pat, ancora terrorizzata, chiede ospitalità a una sua amica, ma le due compagne sono massacrate in maniera orripilante da una figura misteriosa. Il giorno dopo Susy riesce finalmente ad accedere alla scuola, conosce la vicedirettrice signora Blanca (Joan Bennett), l’insegnante Miss Banner (Alida Valli) e fa amicizia con Sarah (Stefania Casini). Nell’accademia è sopraggiunta anche la polizia che sta indagando sulla misteriosa morte di Pat. Da quel momento accadano una serie di strani avvenimenti: un’insolita sonnolenza e inspiegabili malori colpiscono la stessa Susy, migliaia di vermi invadono il collegio, vi sono altre misteriose morti e Susy può confidarsi solo con Sara, già amica di Patty, e Susy. Quale orribile segreto si cela?

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La locandina

Quest’anno si festeggia il quarantennio dall’uscita al cinema di “Suspiria” (1977), primo capitolo della cosiddetta “Trilogia delle tre Madri”, proseguita con “Inferno” (1980) e conclusasi malamente con il pessimo “La terza madre” (2007); è il migliore della saga ed è, assieme a “Profondo rosso“, la pellicola più bella di Dario Argento, oltreché uno degli horror più belli e spaventosi della storia del cinema.

Il film è ispirato al libro “Suspiria De Profundis” di Thomas de Quincey. L’idea geniale di Argento, è quella di ambire a realizzare una specie di “favola horror”, tanto che inizialmente il regista aveva pensato di girare il film con attrici minorenni (13-15 anni), ma ciò non gli fu possibile per ragioni di censura (potrà rifarsi in “Phenomena”, dove userà come protagonista la quindicenne Jennifer Connelly); tuttavia, per evocare psicologicamente l’idea dell’infantile, Argento farà costruire dallo scenografo (Giuseppe Bassan) delle porte, le cui maniglie sono poste molto più in alto rispetto al loro normale posizionamento, trasmettendo così agli spettatori, a livello inconscio, l’idea di bambine che per aprire le porte devono portare il braccio sopra la testa. Inoltre in alcune scene, le ragazze hanno comportamenti infantili (come il bisticcio tra Olga e Sara).

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Il rosso è un colore dominante nel film

Per ricreare un’atmosfera da “favola horror”, Argento pensò di girare il film in Technicolor, cioè con il procedimento inventato da Walt Disney con il quale sono stati girati i classici di Hollywood a colori. Purtroppo all’epoca del film di Argento, le cineprese Technicolor, già non esistevano più; tuttavia, riuscirono a trovare l’ultima macchina di sviluppo ancora in funzione agli stabilimenti Technicolor di Roma e grazie al lavoro straordinario del direttore della fotografia Luciano Tovoli, fu realizzata una delle fotografie più belle della storia del cinema. Per raggiungere ancor più lo scopo, Tovoli usò una pellicola Kodak da 30-40 ASA a bassissima sensibilità che richiedeva pertanto moltissima luce per essere impressa ma aumentava nettamente la profondità di campo delle immagini e rendeva i colori particolarmente saturi. Non a caso, Argento dichiarò di essersi ispirato alla visione del film d’animazioneBiancaneve e i sette nani“.

Altro punto di riferimento stilistico, fu il cinema espressionista tedesco di cui Argento era grande stimatore – ma mentre i film espressionisti tedeschi erano tutti in bianco e nero – “Suspiria”, era a colori e doveva quindi ricreare quel senso delirante tipico della pittura espressionista, dove l’aspetto cromatico è centrale. “Suspiria” è così il miglior esempio cinematografico di “espressionismo a colori”.

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L’Accademia

Oltre alla fotografia, fondamentale fu la scenografia, sempre delirante come la ricostruzione dell’Accademia di danza, e soprattutto l’albergo, dove Pat e la sua amica vengono brutalmente assassinate dalla misteriosa figura bestiale. In una scena del film, per evocare uno spirito malefico che sorvola una piazza deserta, Argento pensa di posizionare la cinepresa in aria e farla scivolare lungo un cavo metallico in modo che voli fin sopra la testa di un cieco, praticamente una versione rudimentale della “Spydercam” che Sam Raimi farà costruire per girare la trilogia di “Spider-man” e che adesso è comunemente usata anche per le riprese di tutte le competizioni sportive.

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I Goblin autori della colonna sonora

L’agghiacciante colonna sonora fu composta dai Goblin (che avevano già realizzato le musiche per “Profondo rosso”), in collaborazione con lo stesso Argento; il motivo principale del film fu realizzato tramite un bouzouki, uno strumento musicale greco, acquistato personalmente dal regista.

Rispetto ai film precedenti, Argento spinge ulteriormente l’aspetto granguignolesco fino allo shock, ma mai in maniera banale, niente è realistico, come la scenografia inquietante della già citata scena dell’uccisione di Pat che viene pugnalata da un braccio nudo che entra nell’inquadratura e spinge la testa della povera ragazza dentro la vetrata colorata che sprofonda sempre più in giù; oppure il sangue irrealisticamente rosso vernice. Oltre ai già citati sequel, “Suspiria” avrà (purtroppo) un remake di Luca Guadagnino che uscirà nel 2018, un altro remake televisivo a cui prenderà parte come collaboratore Argento stesso e un remake in formato anime per la regia di Yoshimasa Hiraike.

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