Horror Movies. “Shining”, capolavoro firmato Stanley Kubrick

Raro esempio di cinema di genere e cinema d’autore

shining
Jack Nicholson è Jack Torrance
Share
  • di Gianluca Donati:

Jack Torrance (Jack Nicholson in una delle migliori interpretazioni della storia del cinema), sua moglie Wendy (Shelley Duvall) e il loro figlio Danny, si recano all’Overlook Hotel, enorme struttura alberghiera completamente isolata su una montagna, per essere assunti come guardiani durante la chiusura invernale. Danny, che possiede dei poteri telepatici, viene avvisato dal cuoco Dick (anch’egli dotato di poteri), di stare attento all’albergo e soprattutto alla stanza 237.

shining
L’Overlook Hotel ai piedi della montagna

I mesi passano, Jack, frustrato dai suoi tentativi falliti di scrivere un romanzo, comincia ad avere comportamenti strani e violenti, mentre aumentano le apparizioni dei fantasmi che affollano l’albergo, e che tentano di convincere l’uomo a uccidere i familiari. Danny, spaventato, contatta telepaticamente Dick. Nel frattempo Jack impazzisce completamente e Wendy per difendersi è costretta a colpirlo con una mazza da baseball e a imprigionarlo in cucina. Aiutato dagli spiriti, Jack si libera e inizia a rincorrere moglie e figlio, dopo aver ucciso il sopraggiunto Dick. Nella fuga, Danny riesce a far pendere le proprie tracce nel labirinto di siepi, totalmente sommerso dalla neve, e raggiunta la mamma, i due scappano utilizzando lo spazzaneve di Dick, mentre Jack muore congelato nella tormenta.

Questa settimana per Horror Movies, non parleremo di un film qualsiasi, bensì, di un raro esempio in cui cinema di genere (thriller-horror) e cinema d’autore, s’intrecciano, dando vita a un vero e proprio capolavoro che ha fatto la storia del cinema mondiale. Ci riferiamo a Shining diretto da Stanley Kubrick. Il film del 1980, è tratto dal romanzo omonimo di Stephen King scritto tre anni prima, e si tratta della prima e unica incursione di Kubrick nel genere horror.

shining
Shelley Duvall è Wendy

A King la trasposizione cinematografica della sua opera letteraria non piacque affatto, e all’epoca, il film ricevette due candidature ai Razzie Awards per peggior regia e peggior attrice non protagonista, ma il film è invece straordinario, e non ce ne voglia King, la pellicola è nettamente superiore al suo romanzo. Kubrick eleva il genere horror (solitamente considerato, a torto o a ragione, “b-movie”), a cinema autoriale. La traduzione fedele di “Shining” è più o meno “luccichìo” o “luccicanza”, riferito ai poteri paranormali di cui sono dotati i personaggi della storia.

Alcune scene sono diventate leggenda, a partire dalle panoramiche aeree iniziali durante i titoli di testa con le ossessionanti note della colonna sonora; i primi piani di Danny con gli occhi e bocca spalancati dal terrore mentre “vede” la cascata di sangue che sgorga in rallenty dall’ascensore dell’albergo; la corsa di Danny sul triciclo, tra i corridoi vuoti dell’Overlook Hotel fino all’apparizione improvvisa dei fantasmi delle due gemelle che lo invitano a giocare con lui, alternato a inquadrature che le mostrano massacrate con il sangue sparso ovunque; sono solo alcune di tante scene terrorizzanti che hanno un effetto ipnotico sullo spettatore.

shiningShining (e qui il merito è di King), riesamina in chiave thriller la tematica classica della “casa infestata da fantasmi” (qui un albergo); di fatto, la pazzia omicida, s’intreccia alla perfezione con l’elemento soprannaturale. Protagonista poi, è una famiglia (padre, madre, figlio), isolata dal resto della società, con tutti i significati simbolici che ne conseguono: Danny, metaforicamente, è il rivale “edipico” del padre, dove il mito di Edipo s’intreccia a quello di Teseo, infatti, come Teseo, Danny deve affrontare un labirinto (assente nel romanzo) ed è grazie a questo che il figlio si salva ritrovando la via di uscita risalendo le proprie impronte come un “filo d’Arianna”, mentre Jack si perde al suo interno morendo assiderato.

shining
L’incontro di Danny con le due bambine

Come spesso accade con i film di Kubrick, anche Shining è ricco di metafore, come la scena nella quale Jack si reca alla stanza 237 e vede uscire dalla vasca da bagno un’attraente donna nuda, ch’egli guarda con desiderio, ma che dopo l’abbraccio si trasforma improvvisamente in una figura mostruosa (la tentazione dell’adulterio che si rivela una mostruosità morale). Ma il contenuto più importante è quello concernente la critica ai miti dell’America: l’Overlook Hotel sorge su un vecchio cimitero d’indiani, e Wendy, vittima della follia del marito, ha abiti e acconciatura simili a una squaw (donna pellerossa).

Kubrick era un perfezionista, e in questo film ha fatto ripetere le scene anche ottanta volte, sfinendo gli attori, al punto che le riprese principali durarono più di un anno. Per ottenere movimenti veloci e fluidi, Kubrick usò la steadicam, già utilizzata precedentemente in altri film di altri registi, ma qui adoperata al massimo della sua potenzialità, combinata a delle forti lenti grandangolari, ottenendo atmosfere agghiaccianti tra i corridoi dell’albergo o del labirinto. Alcune inquadrature aeree scartate dei titoli di testa sono state introdotte nel finale della versione dell’82 di “Blade Runner” di Ridley Scott.

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*