Horror Movies. “La notte dei morti viventi”: un cult che fa storia

Primo film girato da George Romero

la notte dei morti viventi
Un'immagine tratta dal film
  • di Valeria Cappelletti:

Il 1968 è un anno importante non solo per la contestazione studentesca, per le manifestazioni a favore dei dritti civili e per l’omicidio di Martin Luther King, il 1968 è anche l’anno in cui al cinema esce uno dei capolavori del genere horror, un film che detta le direttive di tutto ciò che verrà dopo, stiamo parlano di “Night of the living dead” (La notte dei morti viventi), pellicola in bianco e nero, diretta dal compianto George Romero.

la notte dei morti viventi
Judith O’Dea è Barbara

“La notte dei morti viventi” fu il primo film ad affrontare il tema degli zombi da un altro punto di vista: fino ad allora infatti i morti viventi erano sempre stati rappresentati come esseri in preda a riti voodoo di qualche stregone haitiano, qui invece Romero racconta di esseri in cerca di carne umana che si risvegliano poche ore dopo la morte a causa di radiazioni emanate da una misteriosa sonda.

Tutto ha inizio con due fratelli Johnny e Barbara (Judith O’Dea) che si recano a far visita alla tomba del padre in uno sperduto cimitero, qui Barbara viene aggredita inspiegabilmente da un uomo e Johnny che cerca di difenderla, durante la colluttazione con l’essere, batte la testa e muore. Barbara in preda al panico e rendendosi conto che l’uomo che l’ha aggredita vuole ucciderla, fugge fino a raggiungere un’abitazione solitaria e vi si chiude all’interno. Poco dopo arriva nella casa Ben (Duane Jones), un ragazzo di colore. I due sono costretti a fronteggiare i morti viventi che, a poco a poco, circondano l’esterno della casa, e solo dopo molto i due si accorgono che all’interno, nella cantina, si nascondono altre cinque persone scampate alla minaccia degli zombi.

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Duane Jones è Ben

Sebbene il film possa inizialmente apparire un po’ lento, “La notte dei morti viventi” è un vero capolavoro, realizzato con un budget bassissimo. È la tipica pellicola della casa assediata non solo dall’esterno, dagli zombi, ma anche dall’interno, infatti nel gruppo cominciano a sorgere screzi e incomprensioni, in particolare tra Ben e il signor Cooper (Karl Hardman), maschilista e prepotente.

A rendere il film molto suggestivo, oltre all’uso del bianco e nero, sono alcune inquadrature in particolare primi piani sia sui rifugiati che sugli zombi. La macchina da presa indugia su sequenze davvero raccapriccianti per l’epoca come quelle dei morti viventi intenti ad accaparrarsi un pezzo di interiora dai corpi senza vita di altri esseri umani. Il finale poi lascia lo spettatore completamente spiazzato.

Questo film fa parte di una tetralogia sui morti viventi che coinvolge anche “Zombi” (1978) e “Day of the dead” (Il giorno degli zombi, 1985), entrambi regia di Romero.

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