Gli Oblivion in Fortezza Nuova dimostrano l’arte eclettica del fare teatro

Lo spettacolo è andato in scena nell'ambito di Usciamo a riveder le stelle

Gli Oblivion. Foto: S . Del Cittadino
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Pubblicato ore 12:10

  • di Simonetta Del Cittadino

LIVORNO – Probabilmente se dicessi che venerdì sera (16 luglio) sul palco della Fortezza Nuova si sono esibiti Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli, i lettori leggerebbero con perplessità i loro nomi. È il destino dei gruppi dove i singoli concorrono al successo di un insieme e in questo caso di un gruppo cha da 10 anni incanta e stupisce con le sue originali performances teatrali.

Foto: D. Fallani

Sono gli Oblivion, cinque voci ed una chitarra, che per la rassegna Usciamo a riveder le stelle, con la loro lucida arte, sono arrivati alla pura follia, smontando e distruggendo capolavori sacri della letteratura e della musica, dissacrando a colpi di risate tutto ciò che per secoli abbiamo ritenuto sacro e intoccabile: I Promessi Sposi, la Commedia di Dante, il noir di Shakespeare, le varie versioni dell’Ave Maria in un caleidoscopio di musica e parole che ha stupito e incantato gli spettatori i quali, nonostante la pioggia sono stati coinvolti e trascinati in un godibilissimo gioco teatrale che non ha eguali, se non alcune performances di cabaret del passato. E qui è giusto citare I Gufi, di cui ricordano la graffiante ironia, ma anche ì calambour mai dimenticati del Trio Lopez- Marchesini- Solenghi, passando per il Quartetto Cetra e da altri cabarettisti di razza.

Foto: D. Fallani

“Più stupidi di così si muore” diceva Petrolini ed aveva ragione perché per arrivare a quel livello di follia spettacolare, bisogna essere dei grandi artisti, perché smontare, reinventare e riproporre un repertorio che da sempre si è ritenuto inamovibile, è un’impresa che richiede cultura, arte e intelligenza.

Cinque artisti che non si risparmiano e non ti danno requie, cinque sensi all’erta, cinque pazzi funamboli bolognesi che hanno dimostrato l’arte eclettica del fare teatro, festeggiando con il loro Oblinion Rapsody i loro primi dieci anni di successi: cantano, suonano, recitano, imitano, mimano con l’ineccepibile talento dei grandi, non concedendo mai pause né per loro, né per i divertiti spettatori che sono accorsi numerosi.
Bene così: la programmazione della Fortezza Nuova non finisce di stupire!!!!

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