“Ginger & Fred” al Goldoni: prova struggente e delicata con l’eccezionale duo Guerritore-Vado

Tratta dall'omonimo film dell'85 di Federico Fellini

Foto: Manuela Giusto
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Pubblicato ore 16:00

  • articolo di Simonetta Del Cittadino
  • Foto: Manuela Giusto

LIVORNO – Una prova struggente e delicata quella di ieri sera, 6 febbraio, al Teatro Goldoni diretta con maestria signorile da una delle nostre più colte e grandi attrici, Monica Guerritore. Sul palco la messa in scena di “Ginger & Fred” per la stagione di prosa.

È la vigilia di Natale. Sulla scena entra un gruppo personaggi spaesati. Sullo sfondo si intravede la vetrata di un albergo e l’insegna luminosa di una discoteca anni ‘80, qualche lampadina colorata ricorda una festa che è finita. In questa fauna variegata ci sono loro, Ginger e Fred, scritturati come ospiti per lo show di Natale di una televisione privata, che non si incontrano da tanti anni, emozionati per la serata che li porterà di nuovo sotto le luci dei riflettori. Quello che non sanno è che, le loro performances sono necessarie per mandare avanti l’ingranaggio spietato della televisione commerciale, riempiendo i buchi tra una pubblicità e l’altra, in un’epoca dove questo tipo di TV impera su tutto e tutti, a discapito della qualità.

E questa una piccola umanità fatta di personaggi bizzarri, pavidi e coraggiosi, si racconterà durante la preparazione del megashow, mostrerà con pudore quei brandelli di arte che nascondono ferite assai più profonde che la vita ha inferto loro: piccole storie di varia umanità, innocenti miserie umane, una dignità persa, spesso celata da lustrini e paillettes. Per Amelia e Pippo, Ginger & Fred, è diverso: era il loro talento a essere ammirato, a brillare sotto le luci dei riflettori, e ora, dopo tanti anni e una vita trascorsa, si ritrovano per cercare di riannodare quel filo artistico e forse sentimentale che non si era mai spezzato. E sotto queste luci che vanno e vengono in un volgare studio pubblicitario, in mezzo a personaggi cialtroni, improvvisamente ritrovano la magia mai persa che ancora fa sognare. Balleranno finalmente e tutto il resto sparirà perché quel ballo renderà loro la dignità che avevano persa. Ma Ginger e Fred, non si incontreranno più perché sono stati personaggi vivi solo nell’attimo del loro ultimo ballo. Poi le luci si spengeranno, inevitabilmente e il Palco rimarrà vuoto.

Monica Guerritore, grande donna di teatro e regista dello spettacolo, riprende la sceneggiatura che nell’85 fu scritta da Fellini, Pinelli e Guerra quando fu subito chiaro il riferimento a un tipo di televisione che aveva stravolto tutti i canoni della comunicazione a favore di una spietata operazione commerciale che oggi è più che mai attuale.

Gli attori sul palco sono stati molto bravi, primo fra tutti Massimiliano Vado, si compattano, soffrono, piangono, eccedono proprio come è stata la loro vita, la loro entrata in scena ricorda i personaggi pirandelliani, ma tutto il lavoro diventa metateatro, con l’abbattimento della quarta parete e con l’interazione del pubblico in sala che viene così a far parte dello spettacolo. Ottime le luci e la scenografia.

Sul palco: Monica Guerritore, Massimiliano Vado, Alessandro Di Somma, Mara Gentile, Nicolò Giacalone, Francesco Godina, Diego Migeni, Lucilla Mininno, Valentina Morini e Claudio Vanni.

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