Film per sorridere un po’. “Maledetto il giorno che ti ho incontrato”

Commedia divertente e intelligente, con tempi comici perfettamente dosati

maledetto il giorno che ti ho incontrato
Carlo Verdone e Margherita Buy
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Pubblicato ore 12:00

  • di Gianluca Donati

Bernardo Arbusti (Carlo Verdone), è un giornalista romano che vive e lavora a Milano, affetto da depressione e ipocondria, e sta lavorando a una biografia su Jimi Hendrix nella quale dovrebbe rivelare uno scoop sulla verità della morte del chitarrista rock. Quando viene lasciato da Adriana (Elisabetta Pozzi), la sua compagna, Bernardo crolla nello sconforto e inizia a frequentare un’analista. Qui avverrà il suo incontro con Camilla Landolfi (Margherita Buy), attrice complessata e innamorata dell’analista. Tra loro nasce una complicità, un’amicizia che s’interromperà a causa di un litigio tra i due. Quando Bernardo si recherà in Inghilterra per cercare notizie utili per la biografia su Hendrix, rincontrerà casualmente Camilla che è lì in tournée per uno spettacolo teatrale. La loro amicizia riprende da dove si era interrotta e sfocerà in amore.

Maledetto il giorno che ti ho incontrato” del 1992 è uno dei film più raffinati scritti, diretti e interpretati da Verdone, non a caso vinse diversi premi, tra i quali, ben 5 David di Donatello. Oramai “emancipato” da ruoli di “bullo borgataro”, si compie quell’”imborghesimento” dei personaggi e delle tematiche, e per Verdone comincia con questa pellicola una svolta che ha come ambizione il passaggio dalla “commedia italiana” alla “commedia europea”.

Il film, infatti, ha un taglio più “internazionale”; con dei chiari echi di “Harry, ti presento Sally”, e persino dei richiami al miglior cinema di Woody Allen. I temi portanti del film, infatti, sono la storia romantica tra crisi e riconciliazioni continue, la psicoanalisi, e la musica rock del grande Hendrix.

Il film è in parte autobiografico, come la sua reale passione per il chitarrista rock, o la nota ipocondria dell’attore romano. La sceneggiatura scritta a quattro mani da Verdone e da Francesca Marciano, si poggia su efficaci dialoghi ed è divisa in due parti, la prima, ambientata in Italia e la seconda, in Inghilterra.

A fare da retrogusto malinconico, provvede la riuscita fotografia di Danilo Desideri, che con luci e filtri crea un look particolare che amalgama Milano e Londra in un’atmosfera simile e consente una continuità stilistica alla storia, con quei cieli grigi che sfumano all’orizzonte, alternati a tramonti accentuati, funzionali al romanticismo della storia d’amore tra i due protagonisti – che tra alti e bassi – avrà un lieto fine.

“Maledetto il giorno che ti ho incontrato”, non è forse il film più comico, più esilarante, di Verdone, ma è tra i suoi più riusciti; il velo malinconico è più evocato dalle atmosfere che dalle vicende, mantenendo così un equilibrio perfetto che permette di ridere anche dei problemi, come l’essere lasciati dalla persona amata, andare in analisi, o le incomprensioni e litigi tra amici. Insomma, una commedia divertente e intelligente, con tempi comici perfettamente dosati resi bene dalle performance degli attori, e personaggi analizzati nella totalità dei loro profili psicologici.

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