Film per sognare un po’: “Colazione da Tiffany”, commedia intramontabile

Vinse 2 Oscar per la miglior colonna sonora e per la miglior canzone

colazione da tiffany
Audrey Hepburn in una famosa scena del film
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Pubblicato ore 12:00

  • di Gianluca Donati

Holly (Audrey Hepburn) è una bellissima ragazza che vive a New York, una ragazza provinciale, ma che vuole in tutti i modi apparire sofisticata. Sì è costruita una cerchia di amicizie variegate: artisti, persone ricche e malviventi. Vive da sola in un appartamentino, a farle compagnia solo un gatto che lei ha chiamato “Gatto”. Holly per guadagnarsi da vivere accompagna uomini facoltosi in giro per costosi ristoranti e locali notturni, con l’accordo di ricevere in cambio doni preziosi o denaro e, se le va, può portarsi a casa il suo cliente per la notte. Avendo alle spalle un passato di miseria, Holly sogna improbabili “scalate sociali”, sperando che la sua bellezza le possa un giorno far sposare un miliardario, per sistemarsi definitivamente. Nel frattempo si accontenta di vedere le vetrine della gioielleria “Tiffany” che per lei sono come un paese dei balocchi. Un giorno viene ad abitare nell’appartamento di sopra, un giovane scrittore di nome Paul (George Peppard), protetto da un’amante facoltosa più anziana di lui, una donna sposata che trattiene una relazione clandestina con lui e, praticamente, lo mantiene elargendoli generose somme di denaro. Holly e Paul s’incontreranno e fra i due nascerà un’amicizia che muterà in amore. Holly pur amando Paul, è una persona ribelle e non vuole appartenere a nessuno, e anela di sposare un uomo ricco. Ma alla fine il vero amore tra i due prevarrà.

“Colazione da Tiffany” è uno dei film che amo di più in assoluto; una commedia sofisticata del grande Blake Edwards e che alla sua uscita nel 1961 incassò 8 milioni di dollari e vinse 2 Oscar per la miglior colonna sonora e la miglior canzone, entrambe composte da Henry Mancini.

I titoli di testa della pellicola aprano su una New York deserta e mattutina, dove un’elegantissima Hepburn, dopo essere scesa dal taxi, va a fare colazione davanti alle vetrine di Tiffany; una scena che è entrata meritatamente nella leggenda e che dice già tutto sul personaggio: una donna di limitate possibilità sociali ma con smisurate ambizioni. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Truman Capote del ’58. Tuttavia, vi sono vistose differenze tra l’opera letteraria e la sua trasposizione cinematografica. Il libro ha un tono più cupo, mentre il film è una commedia brillante con momenti di drammaticità e poetico romanticismo. Capote aveva sempre immaginato per il ruolo di Holly, Marilyn Monroe. La stessa Hepburn inizialmente, esitò ad accettare la parte, perché non si sentiva adatta per quel personaggio: dolce e sognatrice, ma anche cinica e caparbia; consideriamo che la Hepburn era celebre per ruoli da eterna “Cenerentola”, come “Vacanze romane” 1953, “Sabrina” 1954, “Arianna” 1957.

Altre differenze determinati, sono l’indizio nel romanzo di una presunta bisessualità di Holly, completamente assente nel film, e soprattutto il finale, “aperto” nel libro con Paul che non vedrà mai più Holly e spera che lei abbia trovato un posto nel mondo, diverso dal “lieto fine” del film, romantico, nel quale Holly ritrova il Gatto, e sotto la pioggia battente bacia Paul, facendo alludere finalmente a una definitiva relazione affettiva tra i due protagonisti.

Molte le scene indimenticabili, come quelle vagamente “felliniane” della festa nell’appartamento di Holly o quella del night con la spogliarellista, perfetti ritratti dell’alta società newyorkese di quegli anni. Ma forse – a parte il già citato finale – la scena più indimenticabile resta la sequenza nella quale Paul si affaccia alla finestra e vede Holly al piano di sotto, seduta tra il davanzale della finestra e la scala antincendio che suona la chitarra e canta l’intramontabile “Moon River”. La Hepburn si riteneva incapace di cantare, ma Blake Edwards non la volle doppiare, preferì che ella cantasse con la sua voce, una voce normale, semplice. E fu un trionfo.

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