“Don’t Look Up” un messaggio forte, da non dimenticare

Una cometa sta per cadere sulla terra ma nessuno pare interessato

Leonardo Di Caprio e Jennifer Lawrence
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Pubblicato ore 12:00

  • di Glauco Fallani

In questo momento nelle nostre sale si proiettano molti film di grande interesse, del resto è un classico. Infatti si sa, ed è un bene, che durante le feste natalizie la gente vada al cinema più che in altri periodi. Il film di cui desidero parlare, però, si può già vedere esattamente sullo schermo del televisore che ognuno di noi ha in casa. Si tratta di “Don’t Look Up” di Adam McKay prodotto da Netflix con attori di primissimo piano (Leonardo Di Caprio, Jennifer Lawrence, Meryl Streep, Cate Blanchett, Timothée Chalamet) e grandi mezzi ed è molto molto al disopra rispetto alla media di quel che le piattaforme offrono abitualmente quando si tratta di novità.

Un film di quel livello avrebbe meritato di stare al cinema per un lungo periodo, ma questa volta il colosso Netflix, al contrario di quel che ha fatto per l’importantissimo “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino (leggi la recensione), ha voluto sfruttarlo poco nelle sale e tenerlo più che altro per sé.

Di che cosa tratta? Udite udite tratta di un tema assolutamente attuale, di un problema col quale tutti noi stiamo facendo e continueremo a dover fare i conti con scarsissime speranze di venirne a capo. Tratta della stupidità dei democratici sistemi occidentali, vere e proprie sabbie mobili dalle quali ben difficilmente riusciremo mai ad uscire. Non c’è dunque salvezza? Guardate il film fino in fondo e forse lo saprete. Si tratta di una storia che coinvolge fin dall’inizio, che divide e ottiene il proprio scopo. “Abbiamo scoperto una nuova cometa! Dirige verso di noi. Entro sei mesi entrerà in collisione con la terra e noi, noi moriremo tutti. Il genere umano si estinguerà” dichiara ad un certo punto il Dott. Randall Mindy (un efficacissimo Leonardo di Caprio). Chi non ascolterebbe con terrore e grande partecipazione una notizia del genere? La risposta che il bravissimo Adam Mc Kay (già premio oscar per “La grande scommessa” 2015) ci dà attraverso il suo bel film è una ed una sola: NOI!

Beh, è questa la realtà in cui oramai da qualche anno noi occidentali ci crogioliamo: troppo occupati a vivere per l’apparire, troppo occupati a compiacersi dei nostri like non troviamo spazi per renderci conto di quanto un sistema disumano dominato da una classe dirigente incapace, oltre che superficiale, ci stia conducendo a grandi passi verso la distruzione del pianeta in nome del dio denaro. La scienza? Non è certo la Sacra Bibbia, qua ognuno ha diritto a dire la sua, a pensarla come gli pare.

Una cometa sta per distruggerci tutti? Ma quale cometa? Io non l’ho vista! L’ha vista lui che è un astrofisico o, almeno va in giro dicendo questo. Quante arie si dà perché è laureato, chi si crede di essere (vi ricorda qualcosa?) ma io non gli credo. Lo fa sicuramente per arrivare in televisione, per ottenere la sua fetta di popolarità. C’è addirittura chi ha tutti i mezzi e le capacità per credere all’imminente arrivo della cometa ma, pur avendone la possibilità, decide di non fermarla, di lasciarla avvicinare progettando di sfruttarne economicamente le immense capacità minerarie. “Guardate in alto” chiedono più volte i protagonisti: la cometa è lì, è in cielo, è ormai visibile, basta guardare per capire, per non dividersi in fazioni, per stare tutti dalla stessa parte mentre i detrattori continuano a seguire ciecamente lo slogan contrapposto “Non guardate in alto” biecamente e sistematicamente inculcato attraverso i media dai poteri forti e dal potere. E lo fanno volentieri, tanto i più sono abituati a comunicare per frasi fatte, a non alzare mai del tutto lo sguardo dai propri cellulari.

Si tratta, insomma, di un gran bel film che consiglio vivamente. Assolutamente capace di coinvolgere e costruito con rara intelligenza, un’autentica suoneria di sveglia atta a gridarci nelle orecchie che, come giustamente ci ricorda Greta Tunbergh tanto spesso da esserne assuefatti, tanto spesso da rendersi antipatica: “Non c’è più spazio per le chiacchiere, è finito il tempo del bla bla”.

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