Dal collage alle plastiche: la mostra di Enrico Bertelli è un viaggio per dare dignità alle cose sbagliate

Ai Granai di Villa Mimbelli la personale nell'artista

L'artista Enrico Bertelli
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Pubblicato ore 14:00

  • di Glauco Fallani

LIVORNO – Inaugurata nel tardo pomeriggio di ieri, 18 febbraio, presso il Museo Civico “G. Fattori”, ex Granai di Villa Mimbelli, l’interessante mostra dell’artista contemporaneo Enrico Bertelli, organizzata dal Comune di Livorno in collaborazione con la Cooperativa Itinera.

Le quindici opere esposte esemplificano e chiariscono il percorso di un trentennale periodo di lavoro dell’Artista e mettono in evidenza i molteplici materiali, vera e propria anima delle sue opere, dagli iniziali collage ai disegni su carta, dalle resine alla successiva fase degli adesivi e delle plastiche.

Antonella Capitanio ed Enrico Bertelli

Eseguiti tra il 1987 ed il 2018 i lavori presenti in mostra risultano più che sufficienti per tracciare un percorso creativo atto a far scoprire, a chi tra il numerosissimo pubblico presente non ne fosse ancora stato a conoscenza, il complesso mondo dell’artista livornese. Un Artista che, tranne che per i più attenti e per gli addetti ai lavori, almeno fino a ieri risultava sicuramente più conosciuto all’estero che nella sua Livorno. Una città, la nostra, alla quale si sente invece legato a tal punto da donare ognuno dei lavori presenti in esposizione affinché vada per sempre ad arricchire il patrimonio iconografico delle collezioni civiche cittadine.

Enrico Bertelli ha lavorato come illustratore presso uno studio di cartoni animati dove disegnava le scenografie e per vari quotidiani. Un lavoro che per forza di cose lo portava a produrre scarti in grande quantità. Prove colore, schizzi sbagliati che altri avrebbero buttato, avevano qualcosa che suscitava in lui dell’interesse. Prese a guardarli con occhio diverso, con quello, appunto, dell’Artista quale Enrico indiscutibilmente è. Prese a metterli da parte, a tenerseli cari sempre di più, a sentire l’impellente esigenza di mostrarli pure agli altri, di utilizzarli in qualche modo. Perché, si chiese, si sentiva tanto attratto da cose simili? Da scarti provenienti da un errore? Iniziò ad avvertire un’identità, una somiglianza impressionate con quei pezzetti di carta ed iniziò così a comporre questi scarti in piccoli collage, opere astratte talvolta nate da cancellature e ripensamenti ma sicuramente capaci di donare quelle emozioni che raramente il figurativo può regalare.

Il pubblico presente all’inaugurazione

Una cosa è certa: Bertelli ha a cuore e ci mette sotto gli occhi ciò che di fatto sarebbe destinato a sfuggirci. È questo un tentativo disperato? In un mondo che produce e produce all’infinito trasformando prima o poi ogni cosa in spazzatura potrebbe essere così, ma questo suo tentativo di valorizzare le cose sbagliate, marginali, trascurate, addirittura cancellate dalla vista, di dare loro dignità, posto con forza pacata alla nostra attenzione può anche finire con l’obbligarci a riflettere. È questa la cosa che, per quanto mi riguarda, ho percepito chiaramente nel pormi di fronte ad ogni suo quadro.

Il catalogo della mostra è edito dal Comune di Livorno e contiene, oltre alla riproduzione delle opere, i testi critici della Prof.ssa Antonella Capitanio.

La mostra, nei “Granai di villa Mimbelli” Museo Civico “G. Fattori” (Via San Jacopo in Acquaviva, 65) sarà gratuitamente visitabile fino al 16 aprile 2023.
Orari di apertura: venerdì 16-19, sabato e domenica 10-13/16-19.

Le foto sono di Glauco Fallani

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