Curiosità dal cinema: “Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali”

Un film di Tim Burton, un inno alla diversità

miss peregrine
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Pubblicato ore 13:00

  • di Gianluca Donati

Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali” è attualmente il penultimo film di Tim Burton, preceduto dal biografico “Big Eyes” e seguito dal remake di “Dumbo”. Il film del 2016 non è tra i miei preferiti e ha raccolto critiche contrastanti, ma il pubblico l’ha molto apprezzato, al punto che la pellicola ha incassato in tutto il mondo 296 milioni di dollari. Vi vogliamo svelare alcune curiosità attorno a quest’opera cinematografica.

Come tutti i film di Burton, (si pensi al suo capolavoro “Edward mani di forbice”) anche questo è “un inno alla diversità”. Il regista ha raccontato che da bambino si sentiva diverso dagli altri e venisse in qualche modo considerato “speciale” perché amava i film sui mostri e che questo senso di estraneità si sia protratto anche in età adulta, convinto che fosse un sentimento comune ad altre persone.

L’attrice Ella Purnell (che nel film interpreta il ruolo di Emma Bloom, la ragazzina più leggera dell’aria che è obbligata a indossare delle speciali scarpe di piombo per non fluttuare via), ha spiegato che il messaggio del film è quello che ciascuno deve mantenere la propria peculiarità e che questo valore è essenziale in una società dominata dai social media.

Il film è tratto dal romanzo “La casa dei bambini speciali di Miss Peregrine” dello scrittore Ransom Riggs. Ma com’è nata la storia raccontata nel libro? Tutto è cominciato dall’abitudine di Riggs di collezionare vecchie fotografie trovate nei vari mercatini. Lo scrittore ha avuto l’idea di spedire alcuni scatti particolarmente inquietanti alla casa editrice Quirk Books con la quale collaborava, sperando che fossero pubblicati in un libro fotografico. Gli editori, tuttavia, pensarono che sarebbe stato più originale dare vita a un racconto che prendesse spunto da quel materiale fotografico.

Il libro è stato un trionfo editoriale, vendendo oltre 3,1 milioni di copie. Il successo ha spinto a realizzare una trilogia completata da “Hollow City” e “Library of Souls”. Evidente che i cinespettatori si aspettino una trilogia anche hollywoodiana, ma al momento non è stato ancora annunciato se il film di Burton avrà o no dei sequel.

La Miss Peregrine del titolo, è interpreta nel film da Eva Green. Il suo personaggio è stato immaginato come una versione dark e combattiva di Mary Poppins che difende i ragazzi “speciali” usando una balestra per proteggerli da qualunque minaccia. L’idea germogliò nella mente della stessa Green che la propose a Burton, il quale trovandola un’idea originale impostò la regia in quella direzione.

Ci sono delle analogie tra “Miss Peregrine” e “Edward mani di forbice”; entrambi i film, infatti, presentano alcune sequenze girate a Tampa, in Florida, con un’architettura semplice e colori neutri. La bellissima casa che ospita i bambini speciali, è situata in mezzo a un parco che presenta delle grandi siepi potate in modo da raffigurare enormi animali. Un chiaro rimando al film del 1991, quando Johnny Depp scolpiva animali nel parco con le sue mani di forbice.

Nonostante Tim Burton sia – come accennato sopra – il regista della “diversità” per eccellenza, purtroppo l’onda del “politically correct” non ha risparmiato neppure questo film accusato di presentare un cast «troppo bianco». In realtà, nel film, un attore afroamericano c’è ed è un pezzo da 90 come Samuel L. Jackson che però nella pellicola interpreta la parte dell’antagonista, sig. Barron. E lo stesso Jackson è intervenuto sull’argomento prendendo le difese del regista, precisando che la mancanza di attori afroamericani dei lungometraggi di Burton è solo dipesa da esigenze narrative.

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