Cristina Donà con “L’universo nella testa” crea un legame intenso tra musica e ballo

Ieri sera al Teatro Goldoni per Racconti di Altre Danze

Da sn: Saverio Lanza, Cristina Donà e Daniele Ninarello. Foto: Glauco Fallani
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Pubblicato ore 11:08

  • di Glauco Fallani

LIVORNO – Serata interessante quella di ieri, 13 novembre, al Teatro Goldoni dove un nutrito pubblico ha avuto modo di divertirsi nel seguire una delle voci più originali della scena musicale italiana, quella della sorprendente Cristina Donà che, chitarra acustica alla mano, è stata accompagnata da Saverio Lanza (piano, chitarra elettronica) in un interessante percorso musicale arricchito dalle coreografie e dalla danza di Daniele Ninarello.

I tre hanno dato vita allo spettacolo “L’universo nella testa”, inserito all’interno del Festival Racconti di Altre Danze 2022 di Chelo Zoppi ed Elena Giannotti.

Uno spettacolo prodotto da Fondazione Fabbrica Europa, Associazione CodedUomo, nell’ambito del progetto “Vivere all’italiana sul palcoscenico”, promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese, in collaborazione con la Direzione Generale Spettacolo del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Lo scopo era quello di portare avanti ulteriormente quello che già era emerso da una precedente esperienza, sviluppatasi con il progetto “Perpendicolare”, per mezzo di una nuova creazione capace di approfondire ulteriormente l’indagine tra linguaggi performativi.

Se c’è qualcosa che in “L’universo nella testa” ha lasciato il segno è senza ombra di dubbio l’organicità che emerge dal tessuto di imbastitura sonora curata da Saverio Lanza che è riuscito ad amalgamare i movimenti di Daniele Ninarello con i significativi brani della cantautrice Cristina Donà.

“Universo”, “Il senso delle cose”, “Triathlon”, insieme a innesti evocativi quali “Across The Universe” dei Beatles, sono state alcune delle canzoni risuonate ieri sera nel bel Goldoni di Livorno.

Brani per certi versi affascinanti, esaltati dalla danza fino a dimostrarsi capaci, per un pubblico attento, di rendere tangibile il sapore di costellazioni originali. Miriadi di stelle tra le quali osservare, perdersi e, magari, ritrovarsi in un intenso e sentito rapporto tra l’infinito del cosmo e l’essere umano.

Le foto sono di Glauco Fallani

  • Cristina Donà e Daniele Ninarello

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