“Crimini rock”, cantanti e muscisti finiti in manette

Da Frank Sinatra a Jimi Hendrix, da Mick Jegger a Ozzi Osburne

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Jimi Hendrix
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  • di Stefano Lucarelli:

Oggi parliamo di cantanti e musicisti che hanno avuto guai con la giustizia. L’universo musicale, soprattutto in ambito rock, è sempre stato costellato di personaggi un po’ “sopra le righe” che, vuoi per abuso di alcool o droghe, vuoi per carattere e formazione, si sono trovati, in maniera più o meno grave e per periodi più o meno lunghi, a dover affrontare il carcere. Vediamo alcuni (pochi, perché tanti altri ce ne sarebbero) esempi di “carcerati illustri”.

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Frank Sinatra

Cominciamo da Frank Sinatra, il quale nel 1938, a 23 anni,  fu arrestato nel New Jersey, con l’accusa di “adulterio e seduzione”, considerati reati a quei tempi, per avere avuto una relazione con una donna sposata.

Jonny Cash, “the man in black” come era soprannominato, il 4 ottobre del 1965 venne arrestato a El Paso in Texas. Gli agenti gli trovarono 688 pastiglie anfetamina e 475 tavolette di sedativi e tranquillanti nascoste nella custodia della chitarra e lo rinchiusero nel carcere locale. Dal giudice fu accusato di “aver intenzionalmente introdotto droga nel Paese e di averla nascosta” e fu rilasciato dietro pagamento di una cauzione di 1.500 dollari in attesa del processo. Due mesi dopo, si ripresentò a El Paso per dichiararsi colpevole di detenzione illegale di droghe.

Jimi Hendrix venne tratto in arresto il 3 maggio presso il Pearson International Airport di Toronto perché trovato in possesso di hashish ed eroina. Al processo, Hendrix riuscì a convincere la corte  che si trattava di un complotto ordito ai suoi danni e che tali sostanze stupefacenti erano state introdotte nel suo bagaglio a sua insaputa.

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Jim Morrison

Jim Morrison. Il carismatico cantante e leader dei Doors ha avuto più volte, come altri suoi colleghi, a che fare con la giustizia. Il primo arresto lo vide protagonista nel 1963, quando, studente presso la Florida State University, venne accusato di ubriachezza e furto di un casco e di un manganello della polizia. Ma l’arresto più eclatante lo subì 6 anni dopo, nel 1969, quando, durante un concerto, si denudò sul palco. Venne denunciato per indecenza, e successivamente, la sua posizione si aggravò perché non si presentò in aula per affrontare il processo.

Altra rockstar che ha più volte conosciuto la galera è Mick Jagger. Ricordiamo un paio di casi che lo videro coinvolto: nel 1965 venne imprigionato e condannato a 3 mesi per possesso di droga. Sette anni dopo, nel 1972, insieme al resto della band fu accusato di aver aggredito un fotografo, il quale, in seguito, ritirò le accuse.

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Sid Vicius

Sid Vicius. Il bassista  dei Sex Pistols fu arrestato, come unico indagato, per la morte della fidanzata Nancy Spungen, avvenuta il 12 ottobre 1978 (da questa vicenda è stato tratto un film di Alex Cox “Sid & Nancy”). Sid  trovò il corpo della fidanzata in una pozza di sangue, con una coltellata all’addome, ma, nonostante fosse in stato confusionale per l’abuso di eroina, non ammise mai di averla uccisa e fu rilasciato su cauzione.

Concludiamo questa carrellata di “arrestati famosi” con Ozzy Osburne, il padrino dell’heavy metal, nonché leader dei Black Sabbath nel 1982 fu arrestato a San Antonio, in Texas. Ubriaco e vestito da donna uscì dalla sua stanza di albergo e, avendo bisogno di urinare, lo fece contro quello che lui riteneva un pezzo di muro diroccato. Purtroppo si accorse  troppo tardi che stava urinando sul muro di Fort Alamo. Venne quindi arrestato per aver fatto pipì sullo storico monumento e non gli venne permesso di tornare a suonare a San Antonio. Dieci anni dopo, caduto il divieto in prescrizione, Ozzy ha fatto dono di 10000 dollari ai responsabili della manutenzione di Fort Alamo.

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