Ciak Vintage. “Una pura formalità” di Giuseppe Tornatore

Probabilmente una delle opere migliori del regista siciliano

pura formalità
Roman Polanski e Gérard Depardieu
  • di Donatella Garramone:

Il film che proponiamo questa settimana è “Una pura formalità” del regista siciliano Giuseppe Tornatore, pellicola del 1994 con Gérard Depardieu, Roman Polanski e Sergio Rubini.

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Depardieau in una scena del film

In una notte di tempesta, in un bosco, si sente un colpo di pistola. Un uomo (Gérard Depardieu) corre sotto la pioggia, fino a quando raggiunge una strada in cui incontra due poliziotti che gli chiedono i documenti; l’uomo però non riesce a trovarli e così i due lo portano in commissariato. All’arrivo del commissario (Roman Polanski), questi gli spiega che deve trattenerlo per semplice formalità e che quella notte, nei dintorni, è stato ucciso qualcuno. L’uomo si presenta come Onoff, famoso scrittore molto amato dallo stesso commissario, che però inizialmente non lo riconosce. Ben presto l’atmosfera si fa più pesante e ha inizio un serrato interrogatorio sulle ultime 24 ore di Onoff.

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Polanski e Rubini

“Una pura formalità” è un noir incalzante, misterioso, che riesce a tenere lo spettatore incollato allo schermo fino all’ultimo, in attesa dello scioglimento dell’intreccio. Il film sembra essere sospeso tra cinema e teatro, con richiami letterari e un’atmosfera cupa, in cui un uomo risponde non solo a colui che lo sta interrogando, ma anche, e prima di tutto, a sé stesso, ricostruendo pezzo dopo pezzo le memorie di una vita.

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La locandina del film

Sospeso tra realtà e visione onirica, il film di Tornatore mette ben in evidenza l’abilità stilistica del regista, nonché quella attoriale dei due interpreti principali. Il cast, infatti, è essenziale ma azzeccato: la coppia Polanski-Depardieu è affiatata, e il primo si rivela essere perfetto antagonista del secondo. Il film è stato girato in Abruzzo, nel borgo di Santo Stefano di Sessanio. Soggetto e sceneggiatura sono dello stesso Tornatore, mentre le musiche sono state curate da Ennio Morricone. In particolare, la canzone “Ricordare”, proposta sia all’interno del film sia durante i titoli di coda, è stata composta da Morricone e dal figlio Andrea, con un testo scritto da Giuseppe Tornatore e cantata in italiano da Gérard Depardieu.

Quasi tutta la vicenda si svolge all’interno della stazione di polizia, ma nonostante ciò il film ricevette un David di Donatello per la miglior scenografia. Fu inoltre presentato in concorso al 47° Festival di Cannes, dove venne accolto in modo freddo tanto dalla critica quanto dal pubblico. “Una pura formalità” è, in fin dei conti, un viaggio alla riscoperta di sé stessi, di quella che è stata la propria vita; è un film sulla necessità di ricordare, concetto ben espresso nella canzone dei titoli di coda. Probabilmente una delle opere migliori di Tornatore, anche se decisamente poco apprezzata dalla critica.

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