Ciak Vintage. “La storia infinita” e la lotta contro il materialismo

Costò 25 milioni di dollari e fu il film più costoso di produzione tedesca

ciak vintage la storia infinita
Noah Hathaway è Atreyu insieme al Fortuna Drago Falkor
  • di Gianluca Donati

Bastian (Barret Oliver) è un bambino che ha perduto la mamma e, infelice, cerca nei sogni e nella fantasia, qualcosa a cui aggrapparsi, leggendo molti libri avventurosi e fantastici. Il padre, uomo dal carattere pratico, invita il figlio a restare con i piedi per terra. Una mattina, tre compagni di scuola lo bullizzano per la strada, ed egli fuggendo si rifugia da un libraio che si fa volutamente sottrarre uno splendido, vecchio libro.

Bastian va a scuola, ma scopre che c’è compito in classe e decide di rifugiarsi nella soffitta della scuola e lì passerà un giorno ed una notte, tuffandosi nella lettura del libro fantastico. Il romanzo narra di un Regno chiamato Fantàsia, un mondo fantastico minacciato da una misteriosa e inarrestabile forza sconosciuta definita “Nulla”, che inghiotte ogni cosa e la cancella.

Per salvare Fantàsia e la sua imperatrice (Tami Stronach), viene convocato nella Torre d’avorio dei capi del Regno, un piccolo ma coraggioso eroe, Atreyu (Noah Hathaway). Armato del suo medaglione-talismano raffigurante il simbolo dell’Imperatrice, Atreyu intraprende un lungo viaggio superando imprese e ostacoli. Giunto all’Oracolo, questo rivelerà ad Atreyu che l’unico modo per salvare l’imperatrice e fermare l’avanzata del Nulla, è quello di trovare un nuovo nome per l’Imperatrice, ma che solo un essere umano può farlo. Mentre legge il libro, Bastian si rende conto un po’ per volta di essere parte integrante della storia che sta leggendo con la quale interagisce, e che è lui l’umano che può salvare Fantàsia dando un nuovo nome all’Imperatrice.

Lo scrittore chiese di non essere citato nei titoli

È la trama di La storia infinita uno dei film fantastici più celebri e riusciti della storia del cinema, pellicola di coproduzione tedesca, inglese e statunitense del 1984 diretta da Wolfgang Petersen e tratto dal romanzo omonimo di Michael End, sebbene con molte differenze, al punto che lo scrittore chiese (invano) che non fosse citato il suo nome nei titoli di testa. Nonostante la contrarietà dello scrittore, il film è davvero molto bello ed è ormai un classico.

Gli effetti speciali

Il suo budget di 25 milioni di dollari lo rese il più costoso film di produzione tedesca di sempre ed ebbe un enorme successo di pubblico e di critica. Una cosa che colpisce è la qualità degli effetti speciali che nel ‘84 non potevano usufruire delle tecnologie digitali, per cui tutte le fantastiche creature presenti nella pellicola furono ricostruite; partendo da piccoli modelli d’argilla e sulla base di quelle forme, furono prodotte figure di gommapiuma mosse con un intero ingranaggio. Per muovere ogni singolo personaggio servirono fino a 15 burattinai.

Una galleria di fantasiosi personaggi come “Mordiroccia” o gli gnomi coniugi Engywook e Urgl, fino al personaggio più caro, l’indimenticabile Fortuna Drago Falkor. Per quanto si tratti di un film fantastico pensato soprattutto per un pubblico molto giovane, il film (come il romanzo) si regge su un contenuto molto profondo: il Nulla che “cancella” gradualmente il Regno di Fantàsia è il simbolo del materialismo e del consumismo che minacciano ogni valore ideale e spirituale, a partire dalla fantasia e dai sogni.

Il significato profondo

La storia infinita è un accorato appello alla mobilitazione delle proprie risorse interiori, a non disperdere la forza dell’immaginazione e la volontà di mutare le cose; fantasia intesa come energia capace di abbattere ogni barriera che separa mondi diversi e lontani.

Se all’inizio del film Bastian è triste per la morte della madre e appare la sua incapacità a relazionarsi con la realtà e gli altri (i compagni bulli che lo perseguono), e la lettura (fantastica) appare come “fuga” (il padre lo invita a non vivere di sogni), con lo sviluppo della storia, il mondo della fantasia simbolicamente rappresentato da Fantàsia, appare concreto come il mondo reale, seppur da esso distinto; i due mondi interagiscono e dipendono l’uno da l’altro.

Oltre ad essere una critica alla modernità, La storia infinita è un invito ai giovani alla lettura. Il film ha avuto due mediocri sequel “La storia infinita 2” (1990) e “La storia infinita 3” (1994).

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*