Ciak Vintage. “La gatta sul tetto che scotta” con grandi interpreti

Un film del 1958 tratto dal dramma teatrale di Tennessee Williams

la gatta sul tetto che scotta
Elisabeth Taylor è la "gatta" nel film
  • di Diletta Fallani:

In occasione della trasposizione sullo schermo, per non incappare nelle maglie del Codice Hays, fu soppressa la tematica omosessuale originaria del testo teatrale di Tennessee Williams che in breve sarebbe stata questa: Brick, un atleta, non riesce a desiderare la bellissima e focosa moglie perché non si è mai ripreso dalla morte (per suicidio) di un compagno di squadra, Skipper, di cui era innamorato, senza però sapere o accettare di essere omosessuale.

Nonostante lo stravolgimento dal testo,  il film è considerato un classico, soprattutto grazie alle interpretazioni magistrali di Paul Newman, nel ruolo di un uomo con tanta rabbia repressa e desiderio di autodistruzione e di un’elettrizzante Elizabeth Taylor che rende onore al titolo, donna passionale, sinceramente innamorata e disposta a tutto per riavere l’uomo che ama. Come forse avrete già intuito, il film di questa settimana è “La gatta sul tetto che scotta” titolo originale “Cat on a Hot Tin Roof”.

La trama del film in breve è questa: una notte, sul tardi, Brick Pollitt (Newman) posiziona le barriere di corsa ad ostacoli lungo lo stadio, ricordando i tempi in cui era un giocatore di football. Benché sia ubriaco, decide di effettuare il percorso, ma cade, fratturandosi una gamba e dovendo quindi usare le stampelle fino alla guarigione. Insieme a sua moglie, Maggie “la Gatta” (Taylor), è in visita dai suoi genitori nella loro casa nel Mississippi, per festeggiare il 65º compleanno di suo padre, Harvey “Big Daddy”. Depresso, Brick decide di trascorrere le sue giornate dentro casa, bevendo e restando impassibile di fronte ai disperati tentativi di seduzione ad opera di sua moglie, nonché ai dubbi di lei circa la lealtà del fratello maggiore di Brick e della cognata riguardo all’eredità del padre.

La ragione alla base della depressione di Brick risale a qualche tempo addietro, quando lui ed il suo amico Skipper giocavano nella stessa squadra di football. Brick sposò Maggie, mentre Skipper divenne la sua ombra, adorato da Brick perché convinto che la squadra funzionasse solo grazie a lui.

Brick è convinto quindi che il suicidio di Skipper sia colpa di Maggie e della loro relazione. Skipper aveva cercato di sedurre Maggie solo per far sì che lei e Brick, ma quando lui dimostrò di tenere più a Maggie che a Skipper, quest’ultimo non poté far altro che suicidarsi.

Big Daddy, fatta luce sulla vita di Brick, interrogando Maggie, chiama a raccolta la famiglia e decide che per il tempo che gli rimane si impegnerà a visitare le sue proprietà, a godersi la vita e la famiglia.

Questa riscrittura creò qualche incongruenza nella vicenda, che privata della motivazione centrale del dramma ha aspetti psicologicamente deboli (nel film Brick è traumatizzato sia perché ha perso un compagno di squadra, le cui doti aveva idealizzato, sia perché ha perduto fiducia in lui quando lo ha visto flirtare con la moglie). Anche la causa scatenante del dramma (il tentativo di seduzione di Skipper da parte della moglie, nel tentativo di ingelosire il marito e interessarlo a sé) assume ben diverso rilievo drammatico a seconda che si tratti, come nel testo teatrale, di uno shock per la delusione provata nei confronti dell’uomo amato, o di una delusione per il venir meno di una figura di amico idealizzato. Del resto, nel film stesso Skipper emerge in realtà come atleta mediocre, che vive di luce riflessa di Brick, che lo trasfigura perché lo ama, e non il contrario.

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