Arnoldo Foà: “la voce” del teatro italiano

Attore, doppiatore, regista e incise anche dischi in vinile

arnoldo foà
Arnoldo Foà
  • di Gianluca Donati:

Arnoldo Foà è stato un attore, regista, doppiatore, cantante e scrittore italiano. Nato a Ferrara in una famiglia ebraica (sebbene egli si sia sempre dichiarato ateo), nel 1938 Foà è costretto a lasciare i corsi presso il Centro Sperimentale di Cinematografia a seguito della promulgazione delle leggi razziali fasciste. È stato uno dei più grandi attori italiani, recitando al cinema e in televisione, e lavorando in radio e come doppiatore; possedeva una delle voci più belle in assoluto, tanto che veniva soprannominato “la voce” del teatro italiano (memorabile la sua voce narrante ne “La Bibbia” di John Huston, dove Foà impersonerà vocalmente, persino Dio).

arnoldo foà
Foà con Fiorella Mari in “Capitan Fracassa” regia di Majano

Ma Foà è stato immenso soprattutto nel teatro, dove ha lavorato con i più grandi registi, quali: Luca Ronconi, Luigi Squarzina, Luchino Visconti, Giorgio Strehler, esibendosi in intense e prestigiose interpretazioni memorabili, frutto di passione e un impegnato studio.

Foà si cimenta anche nella regia teatrale, mettendo in scena spettacoli di prosa, tra i quali: “La Pace” di Aristofane; la commedia in questione, ambientata nell’antica Grecia, non ha quasi trama ed è completamente priva di quegli elementi quali, la beffa, la confusione e scambio d’identità che caratterizzano il genere. È più opportuno definirla una sorta di commemorazione politica e religiosa del pacifismo contro il bellicismo in Atene, collegata anche ai riti religiosi. La messa in scena di Foà varia fra simbolismo, farsa e commedia dell’arte contraddicendo le norme del teatro contemporaneo. Il risultato si apprezza, soprattutto per l’eccellente interpretazione dello stesso attore nel ruolo di un contadino pacifista, folle, ma tuttavia, dotato di buon senso.

Altra opera è “Diana e la Tuda” di Luigi Pirandello: una «tragedia in tre atti», dove viene messo in scena l’eterno dualismo pirandelliano, tra vita e forma. In quest’opera, la forma è rappresentata da Diana, una grande statua, sulla quale il giovane scultore Sirio Dossi cerca, con dedizione, di concretizzare l’immagine di assoluta bellezza, anelando a cristallizzare la perfezione eterna, in contrasto con la mutabilità dell’esistenza. Tuda, invece, è “la vita”, la modella obbligata a massacranti pose per consentire all’artista di cogliere la fugace perfezione ch’egli cerca di immortalare.

arnoldo foà
Foà negli anni ’50

Altre opere di cui Foà ha curato la regia, sono le opere di lirica come “Otello” di Giuseppe Verdi, “Histoire du soldat” di Igor Stravinskij, e “Il pipistrello” di Strauss, e numerose proprie commedie, riscuotendo sempre enormi successi.

Nel 1957 debutta anche come autore in “Signori buonasera“, a cui seguiranno, “La corda a tre capi“, “Il testimone“, “Amphitryon Toutjours“, “Oggi“, il monologo di Alessandro Baricco “Novecento”, e “Sul lago dorato” di E. Thompson, per la regia di Maurizio Panici.

Complice la sua bellissima voce profonda, Foà incide anche dei dischi in vinile negli anni cinquanta e sessanta (successivamente riversati anche in CD), nelle quali, il maestro, recita poesie di alcuni dei più grandi autori, quali Dante, Leopardi, Carducci, Lucrezio, Neruda, Garcia Lorca ecc.

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*