“Ancora ieri”, il destino di due donne nella Livorno dell’800

Il libro dalle tinte noir scritto dall'autrice Sandra Mazzinghi

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Un momento della presentazione. Da sinistra: Mazzinghi, Corbi, Della Tommasina. Foto: Valeria Cappelletti
  • di Valeria Cappelletti:

LIVORNO – “Sono sempre stata attratta da questa storia. Sono cresciuta ascoltando mio padre che mi raccontava della mia antenata che era stata uccisa da una donna e ho deciso di narrare questo avvenimento, tornando indietro di ben 112 anni“. Così Sandra Mazzinghi, autrice del libro “Ancora ieri” (Mds Editore), svela come è nata l’idea di affrontare un tema che la tocca da molto vicino.

Era a metà dell’Ottocento, quando a Livorno si consumò un terribile delitto a sfondo passionale, a essere uccisa per mano di una donna di nome Isola, fu Luisa Domenichini, antenata di Sandra. Il libro è stato presentato ieri pomeriggio, inaugurando gli eventi di Papa Cultura, ad affiancare l’autrice, lo scrittore Marco Corbi e Fabio Della Tommasina, socio fondatore di Mds.

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L’autrice legge alcuni brani. Foto: Va.Cap

“Per tutto il tempo in cui ho lavorato alla stesura del romanzo – ha proseguito Mazzinghi – nella pausa pranzo dal lavoro mi recavo in Venezia dove è ambientata la storia, perché è qui che si trova l’abitazione in cui viveva Isola, l’assassina, e che adesso è sede dell’Autorità Portuale. Ogni volta mi immergevo nel paesaggio, nei colori, nelle ombre al punto tale che anche i luoghi a poco a poco diventavano personaggi della storia”.

“Ancora ieri” è un libro molto forte, è un racconto che si intreccia con la storia della nostra città. L’autrice riesce a ricostruire, grazie ad accurate ricerche, la vita della Livorno dell’800, quella della battaglia a Porta San Marco contro gli austriaci durante il Risorgimento; quella delle corallaie e delle cenciaie, dando al lettore l’opportunità di immergersi in un periodo lontanissimo e sconosciuto, unendo tratti nati dalla fantasia della scrittrice a eventi veri. “La difficoltà maggiore – racconta Mazzinghi – è stata nel raccontare la Livorno del passato, per questo ho chiesto aiuto a Otello Chelli (a cui è affidata la prefazione, n.d.r.), ma è anche stato emozionante poter fare tante ricerche. Il libro – prosegue – è anche una storia d’amore e di passione, solo così potevo giustificare la follia che porta Isola a uccidere Lucia”.

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Alcune copie del libro. Foto: Va.Cap.

Una storia noir: “Uno dei pochi esempi di questo genere in Italia – ha detto Corbi – fin dalla prima pagina sappiamo come va a finire, tuttavia il modo di raccontare di Sandra è un peso che monta, monta, e che non ha mai fine e questa è una caratteristica del genere noir. Una storia che parla di un finale rovinoso, nella quale l’amore non porta a un lieto fine ma a una conclusione amara“.

L’autrice, che ha sempre molto a cuore le donne, sceglie dunque di raccontare la storia principalmente da due punti di vista, quello dell’assassina e quello della vittima, introducendo poi anche la figura di Alessandro, marito di Luisa. Così come di donne parla il suo primo libro “L’Orizzonte rubato” e, rivela: “Sto pensando a un nuovo lavoro sempre incentrato sulla figura femminile, è già tutto in testa, ma per adesso mi manca il tempo”.

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