Al Grattacielo il dramma esistenziale dei “Sei personaggi”

Recitazione impeccabile. Pubblico soddisfatto

LIVORNO – Finzione o realtà, è il continuo dilemma della vita. La finzione propria del teatro, spesso rappresentata dalla maschera. Quella maschera che ognuno di noi tende a indossare nel corso della sua vita per interpretare qualcuno che possa piacere agli altri. La realtà che spesso nascondiamo, perché ciò che è vero e reale tende a spaventare, a essere anticonvenzionale. È con questo dilemma che si conclude “Sei personaggi in cerca d’autore” lo spettacolo andato in scena ieri sera, venerdì 5 maggio, al Centro Artistico Il Grattacielo.

Un momento dello spettacolo andato in scena ieri, venerdì 5

Qual è la realtà e qual è la finzione? Qui tutto si capovolge e i personaggi finiscono per essere più veri e reali rispetto agli attori che, man mano, perdono il loro posto sul palco e finiscono tra il pubblico, lasciando la scena a sei personaggi “orfani” dell’autore. Uno spettacolo ben riuscito quello messo in scena dal Piccolo Teatro Città di Livorno, compagnia stabile del Centro Artistico Il Grattacielo. La recitazione degli attori è stata impeccabile e ha soddisfatto il pubblico intervenuto piuttosto numeroso alla prima. Una scenografia minimale ha permesso agli spettatori di concentrarsi ancora di più sulla recitazione, sui gesti e sul dramma raccontato dai personaggi “sperduti”, come li definisce Pirandello nella commedia, che desiderano solo “vivere almeno per un momento” su quel palco.

Un altro momento dello spettacolo

Lo spettacolo, regia di Andrea Iacoponi, dura circa un’ora e mezza e ricalca in maniera piuttosto fedele il testo scritto dal drammaturgo agrigentino, rimuovendo alcune parti che però non tolgono niente al racconto. “Sei personaggi” è un dramma nel dramma, perché non solo parla della morte di due giovani, ma perché affronta anche il tema dell’esistenza umana: “Si nasce alla vita in tanti modi, in tante forme: albero o sasso, acqua o farfalla… o donna. E che si nasce anche personaggi” e ancora: “Un personaggio ha sempre una vita sua, segnata da caratteri suoi, per cui è sempre «qualcuno». Mentre un uomo, un uomo così in genere, può non essere «nessuno»”. Un tema ancora molto attuale, sebbene l’opera sia stata scritta nel 1921, quello di un profondo disagio sociale: essere invisibile, non essere qualcuno, una paura che si collega alla necessità quasi maniacale di postare video, di fare a gara a chi ha più amici sui social, di stupire con gesti folli, con il solo risultato di essere un personaggio ma non un attore vero della propria vita.

Non mancano momenti comici: quando gli attori cercano di recitare le vicende dei personaggi. Sono loro le vere macchiette con le voci impostate, i gesti troppo caricati, incapaci di cogliere quel dramma che è nei personaggi, quel dramma che solo loro conoscono. Chi sono allora i veri personaggi? Chi sono i veri attori?

Stasera si replica: ore 21.15 – Centro Artistico Il Grattacielo.

Costo biglietto: intero 10 euro, ridotto 8 euro, soci 6 euro.

Valeria Cappelletti

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*