Al cinema: vi raccontiamo “Il Colibrì” di Francesca Archibugi

Tratto dall'omonimo romanzo di Sandro Veronesi, Premio Strega 2020

Pierfrancesco Favino nel film "Il Colibrì"
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Pubblicato ore 12:00

  • di Diletta Fallani

“Tu sei come un colibrì perché come il colibrì metti tutta la tua energia nel restare fermo…” questa è una delle tante frasi che vengono rivolte a Corrado, protagonista del il film, “Il Colibrì” diretto da Francesca Archibugi, e tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore fiorentino Sandro Veronesi, vincitore del Premio Strega 2020. La pellicola è nelle sale cinematografiche livornesi in questi giorni.

Una scelta rischiosa quella di riadattare un film ad un romanzo così delicato, non tanto dal punto di vista dei contenuti, ma perché particolarmente complesso a livello temporale. Provare empatia per i personaggi del film, che mano a mano, come se fossero stelle cadenti incontriamo, diventa difficile perché è come se tutto rimanesse sempre in superficie, come se non ci fosse dato il tempo per conoscerli realmente, provare ad indagare un sentimento e quindi, ci troviamo a vivere le loro tragedie in modo quasi distaccato come se fossero personaggi di un plastico. Forse è proprio per questo motivo che all’interno del film è stata posta con cura una determinata scena, forse metaforica, che ci mostra esattamente la realtà espressa poco sopra.

Un film che si dedica a mostrare al pubblico una storia d’amore che sembra non cominciare mai ma allo stesso tempo capace, forse proprio per questo, di consumare la vita di tutti i protagonisti con cose non dette, azioni non compiute, baci non dati, perché tutto doveva rimanere in equilibrio, creando così, però, soltanto tanta infelicità.

Protagonista indiscussa del film è la fragilità della vita, capace di creare, con il suo dolore, percorsi paralleli nati da scelte non fatte per non recare dolore e per paura di provarlo. Interpretazione magistrale quella di Pierfrancesco Favino nei panni di Corrado, uomo semplice ma allo stesso tempo complesso, che con misura e sobrietà si presenta come un uomo che si limita ad essere spettatore silenzioso della sua vita, tranne che nel finale, dove invece, con la forza di chi diventa protagonista o forse a modo suo lo è sempre stato, decide che la sua è stata proprio una bella vita e che può bastare così per essere felici.

Con: Pierfrancesco Favino, Kasia Smutniak, Bérénice Bejo, Laura Morante, Sergio Albelli, Alessandro Tedeschi, Benedetta Porcaroli, Massimo Ceccherini, Fotinì Peluso, Francesco Centorame, Pietro Ragusa, Valeria Cavalli, Nanni Moretti, Francesca De Martini.

Il trailer del film

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