Al cinema. “Stanlio e Ollio”, omaggio alla coppia comica più famosa al mondo

Un sentito omaggio alla storia del cinema

al cinema il film dedicato alla coppia comica stanlio e ollio
Stan Laurel e Oliver Hardy
  • di Simone Fulciniti

Stanley Arthur Jefferson e Oliver Norwell Hardy, in arte Stanlio ed Ollio, sono stati i più grandi di tutti i tempi, senza se e senza ma. Inglese il primo (era nato nel 1890 a Ulveston, Lanchshire) e americano l’altro (Atlanta, Georgia), hanno formato una coppia comica unica, irripetibile, che nel corso degli anni, ha potuto vantare innumerevoli (e incommentabili) tentativi di imitazione.

I due comici al debutto

Stanley, che muterà il suo nome nel più conosciuto Stan Laurel (inventato dalla ballerina e cantante Mae Dahlberg, ispirata da una corona d’alloro sulla testa del generale romano Scipione l’Africano), figlio di attori, debutta in teatro bambino, e qualche lustro più tardi raggiungerà l’America, grazie ad un compagnia di giro allestita dall’impresario Fred Karno, della quale fa parte anche un altro ragazzo con buone prospettive: Charlie Chaplin. Oliver invece viene avviato presto al canto, e poi farà mille mestieri prima di intuire che, date le sue grandi dimensioni, avrebbe potuto tentare la strada del cinema: nel ruolo di ‘Heavy’, praticamente il ‘ciccione cattivo’.

Il primo incontro e la separazione

Il loro primo incontro fu del tutto casuale: siamo nel 1917, e la pellicola si chiama ‘Lucky Dog’. Ma per vederli recitare nei ruoli ai quali siamo tutti affezionati, dovrà passare parecchio tempo: la felice intuizione viene al lungimirante regista e produttore Hal Roach, figura fondamentale per la storia del ‘duo’. Ed è proprio da un ‘litigio’ tra Stan e Hal Roach che prende il via il bel film di Jon S. Baird, in questi giorni nelle sale italiane. Siamo alla fine degli anni ’30, quando la popolarità è al suo apice, e Stan , in scadenza di contratto, minaccia di andarsene, se il produttore non asseconda le sue richieste. Roach, forte del contratto di Hardy ancora in essere, non lo ascolta e la celebre coppia finisce per separarsi.

La storia riprende nel 1953: Stan Laurel e Oliver “Babe” Hardy (Steve Coogan e John C. Reilly) stanno partendo per una tournée teatrale che li porterà in giro per la Gran Bretagna e l’Irlanda. Gli antichi fasti sono ormai lontanissimi, loro superati dalle nuove generazioni che si affacciano sulla scena internazionale. Tuttavia, provando ad intercettare finanziamenti per un nuovo lungometraggio, accettano di mettersi in mano ad un manager senza scrupoli, che li obbliga ad esibirsi in teatri semivuoti e ad alloggiare in hotel fatiscenti.

A poco a poco il pubblico torna ad applaudirli, e gli spettacoli registrano il tutto esaurito. A quel punto, a far tramontare definitivamente il sogno, ci si mette la precaria salute del ‘grasso’, l’impossibilità di realizzare il progetto cinematografico, e il riaffiorare di antiche ruggini, mai completamente superate.

Un omaggio al cinema

Il film nelle sale cinematografiche è un sentito omaggio alla storia del cinema. Gli attori, bravissimi, sfiorano la perfezione riproponendo famosissimi sketch, e momenti musicali con assoluta maestria. Una giostra di emozioni, che fa scattare la risata appresso alla lacrima, lancia lo spettatore nell’immaginario , quasi onirico, di questi due geni dell’arte.

“Qualsiasi cosa succeda – dice Oliver Hardy (Reilly), in una delle scene finali, quando stanno per esibirsi davanti alla gente – è stata una vita proprio divertente”. Da non perdere.

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