Al cinema: “Il signore delle formiche” di Amelio è campione d’incassi

Il racconto di una storia vera nei cupi anni '60 dell'Italia

Il cast del film alla Mostra del Cinema di Venezia. Foto: Glauco Fallani
Share

Pubblicato ore 16:00

  • di Glauco Fallani

Direttamente dal clamore della settantanovesima Mostra del cinema di Venezia è da poco arrivato al The Space di Livorno un bel film di Gianni AmelioIl signore delle formiche“, al momento campione di incassi in sala. Si tratta di una storia ambientata negli anni ’60 in Emilia, anni cupi qua in Italia per quanto riguarda la giustizia e la morale.

Gianni Amelio. Foto: Glauco Fallani

Il Poeta Aldo Braibanti, il protagonista interpretato da un pacato ed ottimo Luigi Lo Cascio, ha trasformato un casolare in centro di aggregazione frequentato da giovani in cui sperimenta le proprie idee sulla rappresentazione drammaturgica. Un luogo dinamico, in cui si condividono esperienze creative e d’avanguardia ed è proprio lì che conosce Ettore, interpretato dal debuttante Leonardo Maltese, giovane studente arrivato a seguito del fratello. La levatura intellettuale di Aldo colpisce profondamente Ettore per il quale diventa ben presto amico e maestro, condividendo letture e scambiandosi Poesie. Nasce pure l’amore ed i due vengono ben presto notati e marchiati come “alieni” in una comunità conformista e succube dei dettami propagandati dal parroco del paese.

Luigi Lo Cascio. Foto: Glauco Fallani

“Casa del culatton” scritto nella notte da una mano ignota si trova di fronte l’anziana madre di Aldo nel rientrare alla propria abitazione, il che la fa svenire. Non c’è niente da fare, la società del tempo è assolutamente impermeabile alla compressione ed ancora di più alla pietà nei confronti di una “colpa” tanto grave: l’omosessualità non è ammissibile e crea disagio anche negli ambienti più progressisti. Perfino il PCI, nonostante che Braibanti si sia conquistato in guerra grandi meriti come partigiano ed in seguito ne sia stato un dirigente, dopo qualche incertezza, lo abbandona al suo destino. Un solo giornalista de L’Unità, interpretato dal bravissimo come sempre Elio Germano, si impegna nel seguire con passione il processo contribuendo, finché addirittura non viene allontanato dal giornale, a sostenere la difesa di Braibanti nel disperato tentativo di svecchiare la coscienza di un Paese ancora visceralmente legato ai dogmi del passato. Braibanti deve, insomma, pagare; e visto che nel codice penale che a grandi linee è ancora quello promulgato dai fascisti non è contemplato il reato di omosessualità (sarebbe stato come ammettere che nella perfetta razza italica fascista c’era qualcuno che non si dimostrava maschio al cento per cento) si ricorre ad un altro reato, assai desueto ma ancora presente nel codice dell’epoca, quello di plagio.

Elio Germano. Foto: Glauco Fallani

Degne di nota le scene in cui il giovane Ettore viene affidato da “chi gli vuole bene” alle cure forzate in tetri ospedali psichiatrici dove si opera per “guarirlo” dall’influsso diabolico di Braibanti riducendolo ad una sorta di larva umana e quelle in cui l’imputato risponde con la forza immane del silenzio alle infamanti e becere accuse che si vede costretto a subire durante la prima parte del processo farsa che lo vede protagonista.

Un gran bel film, la cui visione consiglio vivamente, dove Amelio racconta da par suo un’atroce vera storia, all’interno di un Paese ancora non trasformato dalla sacrosanta rivoluzione dei costumi e dei diritti che nel bene e nel male fu quella del ’68. Lo sdegno è presente nell’intera pellicola ma non prende mai la mano al regista, che, con metodo non troppo diverso dallo scienziato indagatore del comportamento sociale delle formiche, osserva il tutto con distacco. Nel limitarsi a lasciar parlare gli atti del processo, Amelio sottolinea ancora di più quanto, alla luce della presa di coscienza oggi fortunatamente diffusa in gran parte del Paese, questi risultino deliranti di per sé senza il bisogno di aggiungervi un bel niente.

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*