Adriano Celentano: il “molleggiato” inventore della musica sfrenata

Uno dei cantanti italiani più amati e conosciuti

Adriano Celentano
Adriano Celentano
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  • di Niccolò Fallani:

Adriano Celentano, “il mollleggiato”, è senza dubbio uno dei cantanti italiani più amati e conosciuti sia sul piano nazionale che internazionale.

Adriano Celentano
Celentano e Mina nel 1967

Celentano nasce a Milano, nella casa dove abitano i genitori, in via Gluck 14, il 6 gennaio del 1938, figlio di Leontino Celentano e Giuditta Giuva, entrambi originari di Foggia ed emigrati in Piemonte e successivamente in Lombardia per motivi di lavoro. Fratello di Rosa, Alessandro e Maria, nasce inatteso da genitori già maturi e viene chiamato Adriano. Conclusa la quinta elementare, lascia la scuola e incomincia a lavorare cimentandosi in diversi mestieri, tra cui, per ultimo e il più amato, quello di orologiaio.

L’amore per la musica è presente in famiglia, negli zii che nelle sere d’estate mettevano le sedie sul marciapiede per pizzicare il mandolino: a quindici anni arriva così il primo incontro con la chitarra. Si appassiona al rock’n’ roll nel 1955 con l’arrivo in Italia del film Blackboard Jungle: nella colonna sonora c’è una canzone, intitolata Rock Around the Clock, cantata da Bill Haley, accompagnato dal suo complesso, i Comets, e Celentano rimane molto colpito, decidendo di voler anche lui diventare un cantante di rock’n’roll. Da questo momento, l’ascesa di Adriano fu inarrestabile. Conobbe centinaia di artisti, partecipò quattro volte al Festival di Sanremo (vincendo nel 1970 con “Chi non lavora non fa l’amore” in duetto con la moglie Claudia Mori).

Adriano CelentanoNella sua vita, Adriano ha voluto sbizzarrirsi, e per questo, oltre che cantante, è stato showman, sceneggiatore, autore, ed ha addirittura messo su il concertone del 2012 nell’Arena di Verona trasmesso dalle reti Mediaset, che fu un evento storico per la musica leggera italiana.

Gli viene riconosciuto il merito di avere capito che qualcosa nel mondo della musica (e del costume) stava cambiando, e quindi di avere introdotto in Italia, influenzato dalle nuove stelle del rock and roll proveniente dagli Stati Uniti, un nuovo tipo di musica, sfrenata e di grande appeal soprattutto per i giovani di allora. Tra i suoi successi dell’ottantenneRe degli ignoranti,” (in riferimento al titolo di un suo album) consiglio vivamente l’ascolto di: “L’emozione non ha voce”, “Vite”, “Ti penso e cambia il mondo”, “Soli” ed “I ragazzi del Juke-Box”.

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