“Monolith”: si può sconfiggere una macchina infernale?

Il film è nato da un soggetto di Roberto Recchioni (Dylan Dog)

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Una scena tratta dal film
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“La tecnologia può essere il tuo miglior amico o… il tuo peggior nemico”. Una macchina dalle altissime potenzialità e caratteristiche può diventare un vero incubo per una mamma se il figlio di pochi anni vi rimane chiuso all’interno nel mezzo del deserto.

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L’attrice con il bambino che interpreta David

È “Monolith” il film uscito nelle sale cinematografiche italiane ieri e che vi terrà inchiodati alla poltrona per l’intera durata. Terribilmente sicura ma altrettanto inaccessibile, Lilith, il suv nero, è una vera e propria fortezza contro qualsiasi evento esterno, ma cosa succede se per sbaglio si rimane all’esterno? Questo succede a Sandra (Katrina Bowden), ex popstar in viaggio verso Los Angeles con la sua nuova auto insieme al figlio di due anni, David. Sandra intende raggiungere il marito poiché teme che la stia tradendo, ma a causa di una serie di avvenimenti, rimane fuori dall’auto in mezzo al deserto. Il veicolo, impossibile da aprire, a prova di scasso e con i vetri infrangibili, diventa sempre più una fornace per il piccolo David durante il giorno. Inizia quindi la lotta della madre per cercare in ogni modo di liberare il bambino da quella corazza d’acciaio. Ma Sandra dovrà vedersela anche con altri inconvenienti come un coyote che vede nella donna il suo pasto.

A metà strada tra il thriller, la fantascienza, il dramma e una certa dose di humour nero Monolith, il film vede alla regia il 35enne romano Ivan Silvestrini ed è nato da un soggetto di Roberto Recchioni (curatore di Dylan Dog). Durata 83 minuti.

A Livorno al Cinema The Space

Valeria Cappelletti

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