Premio Rotonda: gli ultimi artisti raccontano le loro opere

Si concludono le interviste

premio rotonda 2017
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LIVORNO – Concludiamo con questo articolo le interviste agli artisti che concorrono al Premio Rotonda 2017.

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Paola Turio. Foto: Diletta Fallani

Paola Turio, livornese, un suo quadro è presente nella Chiesa di S. Ferdinando. Per la prima volta espone con un tipo di pittura su vela, raffigurando dettagli di barche: “Sono una velista e ho cominciato un paio di anni fa a interessarmi a vecchie vele riciclate, perché ci sono delle vele davvero stupende che è fondamentale recuperare, nel senso che non devono essere distrutte come un rifiuto qualunque, anche perché sono state compagne di una vita, di avventure, di storie belle. Allora ho provato a dipingere su un pezzo di una vela che si era strappata durante una sventolata e che mi era stata regalata da un amico, ma era molto difficile perché dipingendo a olio il colore trasudava dall’altra parte e si rovinava. Ho provato con l’acrilico, ma veniva respinto quasi subito perché si incrostava, si sbriciolava e quindi come colore non teneva, allora ho provato a sperimentare, finché non ho trovato un prodotto che mi permette di dipingere tranquillamente. Tra l’altro la vela stropicciata mi dà delle campiture molto particolari, per esempio effetti di luce straordinari e quindi dà proprio l’idea dell’acqua che si muove”. Come si procura le vele? “Sono iscritta a un circolo nautico, ho tanti amici che nei magazzini, nei garage hanno vele che sono quasi da buttare via”.

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Susanna Fastame. Foto: Diletta Fallani

Susanna Fastame (foto a destra), livornese, propone tre opere realizzate con tecnica mista. Tutti i lavori presentati invitano lo spettatore a uno sguardo e a una riflessione sul ruolo dell’arte come strumento di divulgazione sociale nella società contemporanea.

Stefano Urzi (foto in basso), espone una serie di opere che in prevalenza mostrano paesaggi marini: “Una scelta nata come sfida, non avevo mai dipinto il mare, non mi piaceva farlo, preferivo campagne, oppure arte contemporanea, installazioni, poi ho provato e mi sono appassionato e continuo a portarlo avanti”.

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Stefano Urzi. Foto: Diletta Fallani

Ritrae il mare di Livorno? “Sì, di solito sono le zone che vanno da Antignano a Calafuria, ma certe volte mi cimento anche nel realizzare gli oceani però è difficile trovare dei buoni servizi fotografici”. Quindi non sono opere dipinte dal vero: “La maggior pare sono fatte a mente, per alcune mi avvalgo della fotografia che faccio o dello schizzo, ho lo studio proprio sul mare quindi basta che mi affacci”. Nelle opere si nota che raffigura spesso il mare mosso: “Sì, è difficile che faccia il mare calmo, sento di più la mareggiata, le scadute di libeccio, provo piacere nel dipingere il movimento“. Che tecnica ha utilizzato? “Olio su tela”.

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Dettaglio opere Roberta Monticiani Foto: Diletta Fallani

Roberta Monticiani, artista Livornese, pone grande attenzione alla ricerca esplorando nuove tecniche e nuovi temi. Utilizza anche la cartapesta. Le sue opere raffigurato viaggi in luoghi lontani, nuove esplorazioni.

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Nicola Perilli. Foto: Diletta Fallani

Nicola Perilli, nasce a Firenze dove lavora, e restauratore di dipinti e affreschi per la Soprintendenza dei Beni Culturali dal 1992 al 1997. Ha tenuto numerose collettive e personali in Italia.

Silvio Lunardi, vive ed opera a Livorno, ha prodotto più di cinquecento opere. “Io tendo all’astratto ma comunque vario molto. Spesso un quadro astratto non viene capito, allora io mi chiedo quando si ascolta una musica, si capisce? Cosa ha di reale la musica? Il suono non è astratto? Però può piacere o no, non è che una cosa deve per forza riprodurre la realtà. Gli astrattisti dicevano che i quadri astratti sono più reali dei quadri figurativi, ed è vero”.

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Silvio Lunardi. Foto: Diletta Fallani

Nelle sue opere c’è una forte predominanza del colore rosso: “Sono un po’ colorista, i colori li lascio puri, e il rosso è fondamentale, è la passione, è tutto nella pittura, senza non ci sarebbe la pittura. L’emozione che dà il colore è molto importante”.

 

 

Valeria Cappelletti

(hanno collaborato Diletta Fallani e Gianluca Donati)

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