Volontariato, toscani sempre più altruisti. Il 77% avverte la solitudine

Il 40,1% dichiara che è cresciuta più la diffidenza che la solidarietà

aiutare anziani caldo
Immagine tratta da Pixabay
Share

Pubblicato ore 07:00

TOSCANA – Toscani sempre più altruisti, per il 73% il volontariato risulta fondamentale e il 32% si dichiara disposto a dare il proprio contributo. È quanto emerge dalla ricerca “Opinione pubblica e volontariato in Toscana”, condotta dal Cesvot – Centro Servizi Volontariato Toscana in collaborazione con Sociometrica. L’indagine ha coinvolto un campione della popolazione toscana con 800 interviste andate a buon fine e rivolte alla popolazione di età superiore ai 18 anni.

Un altro dato molto interessante che emerge da questa ricerca è che il 77% (oltre due abitanti su tre) dichiara di avvertire una crescita della solitudine, la maggior parte sono i giovanissimi. Il 40,1% dichiara che è cresciuta la diffidenza, il 25,3% la solidarietà e, ancora una volta, sono i più giovani a denunciare una crescita della diffidenza. Da segnalare anche l’impatto che ha avuto sulla popolazione la chiusura dei circoli ricreativi a causa del Covid: per il 79% delle persone questi luoghi di aggregazione svolgono un ruolo importante e/o fondamentale.

Il giudizio che i cittadini della Toscana danno sul volontariato è molto favorevole: l’87,5% lo giudica molto positivo ed il 73% addirittura fondamentale. Ancora una volta è il titolo di studio che fa da spartiacque nel giudizio: ad avere il giudizio più lusinghiero sul volontariato sono il 75,9% dei diplomati e il 73,6% dei laureati. Quando si passa dal giudizio sul volontariato in generale a quello sulle persone – i volontari – la percezione è ancora migliore: il 79,9% ritiene che siano “persone che fanno del bene agli altri e sono da ammirare”. Il massimo apprezzamento si rileva fra le donne e nei giovani adulti con età compresa fra i 30 e i 54 anni. La minima, molto distanziata, fra i giovanissimi con età compresa fra i 18 e i 29 anni.

Per i cittadini intervistati le categorie che meritano maggiormente l’aiuto dei volontari sono: al primo posto, con il 53,7% ci sono gli anziani non autosufficienti, con un aumento di oltre il 4% rispetto al 2020. La seconda categoria più indicata è quella dei poveri e indigenti che è cresciuta di 12 punti rispetto allo scorso anno e si attesta al 44,6%. Al terzo posto le persone disabili con il 35,5% e al quarto le donne vittime di violenza domestica. Sotto il 10% le ultime tre categorie indicate nell’indagine: senza fissa dimore, immigrati e dipendenze.

“I dati confermano che la società toscana è matura e altruista – dice Federico Gelli, presidente di Cesvot – che pratica solidarietà e accetta la sfida di occuparsi dell’interesse collettivo e di impegnarsi nel volontariato. E questo malgrado viviamo nel tempo di un’epidemia che, con l’obbligo del distanziamento sociale, ha colpito profondamente il mondo del Terzo settore”.

“Come dimostrato dai dati della ricerca presentata oggi al Cesvot, siamo in una fase in cui il Covid sta giocando un ruolo dirompente nella formazione e nella crescita dei nostri giovani – ha spiegato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – Ciò non ci può lasciare indifferenti. Questo senso di solitudine crescente è il riflesso della mancanza di socialità dovuto alla pandemia. Il volontariato può essere un grande antidoto: essere parte di un’associazione di volontariato diventa oggi il modo per colmare questo bisogno essenziale di relazioni. Attraverso le attività di volontariato si esprime la realizzazione delle persone ed è per questo che il ruolo delle associazioni resta fondamentale come dimostrato dall’indagine di Cesvot”.

© Vietata la riproduzione

Lascia un commento

La tua email non verrà pubblicata. I campi con asterisco sono obbligatori


*